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Wildfire X: ufficiale il primo entry level HTC di produzione indiana

Dopo una serie di voci, culminata a Luglio, ma iniziata nel Marzo di quest'anno, HTC ha ufficializzato l'affido del proprio marchio, in India, ad un produttore locale, grazie al quale, a giorni, arriverà sul mercato l'inedito Wildfire X: eccone le specifiche.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 16 agosto 2019, alle ore 20:02

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Wildfire X: ufficiale il primo entry level HTC di produzione indiana

A inizio del Marzo scorso, corse voce che anche HTC, dopo BlackBerry (con la cinese TCL), e Motorola (con la sempre cinese Lenovo), si sarebbe affidata a un locale marchio asiatico, per risorgere dalle sue ceneri, concedendo il proprio brand in licenza ad un produttore indiano: in quell’occasione, il sito IndiaTimes riferì di trattative in corso con Karbonn, Lava, e Micromax: oggi, con la presentazione ufficiale del Wildfire X (in distribuzione dal 22 Agosto), il sipario è stato sollevato proprio su quest’interessante “mistero tecnologico”.

A vincere la possibilità di sfruttare il brand HTC per i propri smartphone low cost è stata la cinese (di Hong Kong) In One Smart Technology, già apprezzata in India per gli entry level brandizzati Lava che, per l’occasione, ha sfoderato, in una specchiata livrea Sapphire Blue, a un mese esatto dagli ultimi rumors, l’elegante HTC Wildfire X.

Quest’ultimo, sul davanti, propone un notch a V superiore, quale sede per la selfiecamera grandangolare (86°) da 8 megapixel: prima del mento in basso, evidente (visto lo screen-to-body dell’88.8%) ma non esagerato, fa bella mostra di sé un display HD+ da 6.22 pollici costituito da un pannello LCD IPS. Posteriormente, presente al centro lo scanner per le impronte digitali, a sinistra, sopra un Flash dual tone, è incolonnata una triplice fotocamera, da 12 (pixel grandi 1.25 micron) + 8 (zoom ottico 2x, ibrido 8x) + 5 (profondità, effetto Bokeh) megapixel. 

Di fascia media è il motore elaborativo del Wildfire X di HTC/Lava, con il processore octacore (2 GHz) MediaTek Helio P22 messo in tandem con la scheda grafica PowerVR GE8320 di IMG: RAM (DDR4x) e storage (espandibile via microSD di 256 GB) permettono di configurare le due combinazioni, da 3+32 (circa 125 euro, o 9.999 rupie) e 4+128 GB (pressappoco 163 euro, o 12.999 rupie). 

Nella norma appare il roster di connettività, vista la presenza di Dual SIM, 4G con chiamate VoLTE, Wi-Fi ac dual band, Bluetooth 4.1, e localizzatore GPS (con reti GLONASS), cui però si aggiunge il sempre più raro jack da 3.5 mm: la batteria, da 3.300 mAh appare più che adeguata ad energizzare il tutto, supportata da Android Pie 9.0 e dall’intelligenza artificiale, messa poi in ricarica (rapidamente a 10W) via microUSB Type-C.

Da segnalare che l’HTC Wildfire X arriva in commercio abbinato a un curioso accessorio, il “Mybuddy”, simile per dimensioni a un accendino, premuto il cui pulsante, il telefono può essere recuperato se smarrito (emette un allarme udibile a distanza) o usato (in ottica di parental control) per attuare registrazioni audio/video ambientali e inviare messaggi – impreziositi da coordinate GPS – a contatti predefiniti. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Per molti mesi non si era più parlato di questa collaborazione, volta a mantenere in vita il marchio in ambito telefonico, nel mentre la casa madre taiwanese si concentrava sugli emergenti dispositivi 5G (in virtù dei quali, quale successo è stato ottenuto di recente). Con il Wildfire X è apparso evidente che non si trattava di semplici dicerie, ma che il progetto è concreto e piuttosto promettente, considerando i buoni volumi di vendita ottenuti da produttori e brand indiani (con persino Apple che ha fatto realizzare in loco i suoi iPhone compatti).

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