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TCL 20 Pro 5G, TCL 20L+, TCL 20L: ufficiali i medio-gamma premium con tecnologia NXTVISION

La Serie 20 di TCL ha accolto, nel corso di un evento virtuale, una tripletta di smartphone, i TCL 20 Pro 5G, TCL 20L+, e TCL 20L che nobilitano la fascia media del settore telefonico con diverse tecnologie multimediali di livello televisivo.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 14 aprile 2021, alle ore 19:43

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TCL 20 Pro 5G, TCL 20L+, TCL 20L: ufficiali i medio-gamma premium con tecnologia NXTVISION

Sistemato, per ora, il segmento dell’home entertaitment, il brand cinese TCL si è concentrato nuovamente sugli smartphone, annunciando tre nuovi middle-range premium nella Serie 20 che, già comprensiva dei modelli TCL 20 5G e TCL 20 SE, ora ha abbracciato gli inediti TCL 20 Pro 5G, TCL 20L+ e TCL 20L, ideali per l’uso aziendale (Android Enterprise Recommended), rispettosi della vista (basse emissioni di luce blu, secondo TÜV Rheinland), con la tecnologia NXTVISION 2.0 che, sfruttando il know how televisivo del marchio (un po’ come fatto da Sony nei nuovi Xperia), porta in dote migliorie nei dettagli, nei colori, e nei contrasti, dopo aver riconosciuto e categorizzato scenari e contenuti.

TCL 20 Pro (164.2 x 73 x 8.77/9.07mm, per 190 grammi) , animato da Android 11 sotto l’interfaccia TCL UI (al pari dei colleghi di presentazione), già sbarcato in Europa nelle palette Moondust Gray e Marine Blue per 549.90 euro, risolve il problema delle cornici laterali con una leggera curvatura dei bordi nel display AMOLED da 6.67 pollici, risoluto in FullHD+ secondo un aspect ratio panoramico a 20:9, con HDR10 e scanner biometrico integrato: nel foro centrale alto, opera la selfiecamera da 32 megapixel (f/2.45, grandangolo a 80,4°, 5 lenti, pixel da 0.8 micron, “Selfie retroilluminato” nel caso si abbia il Sole alle spalle o si sia all’ombra) mentre, sul retro, la quadcamera trova posto su una sezione più scura rispetto al resto della back cover. Cromatismi a parte, si tratta di una multicamera con un sensore da 48 (principale, Sony IMX582, 6 lenti, f/1.79, messa a fuoco fasica, stabilizzazione ottica, pixel binning 4-in-1, HDR, modalità Pro, Super Night, Super Steady, Video video 4K@30fps o 1080p@30/60fps, Video Bokeh), un 16 (ultragrandangolo da 123°, f/2.4, 5 lenti, pixel da 1 micron), 2 (macro, f/2.4, 3 lenti, pixel da 1.12 micron, campo visivo da 83°), e 2 (profondità, f/2.4, 3 lenti, pixel da 1.75 micron, grandangolo a 85°) megapixel.

Il processore Snapdragon 690, nell’allestimento da 6 GB di RAM, opera con i dati stoccati in 256 GB di storage, espandibili. Lato autonomia, risulta inserita una batteria da 4.500 mAh, caricabile rapidamente a 18W dal caricatore incluso, ma abilitata anche al wireless charging (a 15W): a rabboccarla è la microUSB Type-C, presente in qualità di porta in un array che, oltre al Dual SIM ed al 4G (cat-13), comprende il 5G, il Wi-Fi ac dual band, il Bluetooth 5.1 con supporto a 4 device in contemporanea, il GPS (A-GPS), il modulo NFC per i pagamenti e la condivisione dati, ed il jack da 3.5 mm per le cuffiette.

Nello stare all’aperto, si potranno apprezzare (per 299,90 euro) le onde di luce riflessante sulla scocca posteriore del TCL 20L+ (166.2 x 76.9 x 9.1 mm, per 205 grammi), redatto nelle colorazioni North Star Blue e Milky Way Grey, senza dover rinunciare (secondo TÜV Rheinland, grazie alla tecnologia “Circular Polarization Display“), anche indossando occhiali da sole, alla visione di colori naturali sul display LCD IPS da 6.67 pollici, con 20.9 di aspect ratio e risoluzione FullHD+.

Nel segmento imaging, la selfiecamera, ancora in un foro centrale, scala a 16 megapixel (f/2.2, 5 lenti, pixel da 1 micron, grandangolo a 76,3°): dietro, il semaforo verticale affiancato dal Flash LED, allinea una quadcamera formata da un sensore da 64 (principale, f/1.79, 6 lenti, pixel da 0.7 micron, grandangolo a 80,3°, video a 1080p@60fps), 8 (ultragrandangolo a 118°, f/2.2, 5 lenti, pixel da 1,12 micron), 2 (macro, f/2.4, 3 lenti, 83°), e 2 (profondità, stessi valori) megapixel.

Sotto il “cofano” del TCL 20L+ ruggisce il processore Snapdragon 662, coadiuvato da 6 GB di RAM (LPDDR4x) e da 256 GB (espandibili) di storage per l’archiviazione: la batteria sale a 5.000 mAh, e conserva la carica rapida a 18W col charger in confezione, mentre la compagine delle connettività mette in sequenza il Dual SIM con 4G (cat.6), il Wi-Fi ac dual band, il Bluetooth 5.0 (sempre “Super”, con connessione simultanea a 4 device), il GPS assistito, la microUSB Type-C, il mini-jack da 3.5 mm, e il modulo NFC. Lo scanner per le impronte digitali, ovviamente sloggiato dal frontale, trova collocazione sul frame laterale mentre, sul fronte sonoro, è da segnalare l’innesto di due speaker stereo.

TCL 20L (166.2 x 76.9 x 9.1mm, per 205 grammi), vivace con le colorazioni Luna Blue ed Eclipse Black con cui si offre al consumatore (per 199.90 euro), colloca sempre il fingerprint su un lato, e mutua diverse specifiche dal modello Plus testé menzionato: oltre alle medesime connettività, vi è sempre il display LCD IPS panoramico, FullHD+ da 6.67 pollici ottimizzato dalla tecnologia a polarizzazione circolare, con la medesima selfiecamera da 16 megapixel nell’hole centrale.

Dietro, la quadcamera verticale fa salvo sia lo schema principale, ultragrandangolo, macro, profondità, che i rispettivi sensori rispettivamente da 8, 2 e 2 megapixel: quello principale, però, è da 48 (6 lenti, f/1.79, grandangolo a 79°, pixel da 0.8 micron). Il processore, confermato nelle vesti del Qualcomm Snapdragon 662, perde un po’ in termini di supporto mnemonico, con 4 GB di RAM e 128 GB di storage, espandibile via microSD. In compenso, l’audio è sempre stereofonico, il Bluetooth 5.0 si connette ancora con 4 device assieme, e la batteria non si sposta dai 5.000 mAh già visti, compresa la ricarica rapida a 18W.

Dulcis in fundo, la “one more thing”. Non nuova nel proporre concept futuristici, TCL ha concluso il suo evento telefonico col prototipo “TCL Fold ‘n Roll”: si tratta di uno smartphone pieghevole, con cerniera a farfalla, capace di passare dai 6,87” tipici di un telefono agli 8.87” di un phablet, per poi “estendersi” a 10”, diventando di fatto un phablet.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Inutile negarlo, anche se i primi due modelli si somigliano, ed il secondo ha una migliore autonomia, è ovviamente preferibile il primo smartphone, che ha anche il 5G, risultato sotto questo punto di vista più attuale. A parte questo, per chi non fosse interessato alla nuova connettività mobile, ed al disporre dello scanner biometrico sotto il display, qualcosina si può risparmiare puntando anche sull'ultimo device.

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