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Sirin Finney: da Sirin Labs il primo smartphone per la blockchain, a Novembre

Sirin Labs, dopo aver creato lo smartphone più sicuro e costoso al mondo, il Sirin Solarin, torna in campo con un device votato alle criptovalute ed al supporto della blockchain: ecco il Sirin Finney, con specifiche parziali e data di arrivo sul mercato.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 23 luglio 2018, alle ore 19:11

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Sirin Finney: da Sirin Labs il primo smartphone per la blockchain, a Novembre

A ormai due anni di distanza dal Sirin Solarin, la svizzera Sirin Labs (alias “Sirin Mobile Technologies”) ha annunciato un nuovo smartphone super sicuro, il Sirin Finney, costoso (quasi) come il predecessore ma, in questo caso, votato anche alla gestione della blockchain ed al mondo delle criptovalute.

Sirin Finney, leggermente immune ad acqua e polvere (IP52), ma dotato di una back cover in vetro Gorilla Glass con frame laterale in metallo e annessi pulsanti meccanici (per il volume, e per disattivare manualmente le connessioni non crittografate), ha una scheda tecnica di primo livello. Il processore prescelto è un octa core Qualcomm, il recentissimo Snapdragon 845, abbinato a 6 GB di RAM ed a 128 GB (espandibili via microSD di ulteriori 2 TB) di storage per l’archiviazione di file, app, e per il sistema operativo Sirin OS, definito come una versione “più sicura” di Android (forse Oreo 8.1).

Sul display del Sirin Finney, le informazioni sono parziali: è stato presentato come un pannello da 6 pollici, con aspect ratio panoramico a 18:9, ottima densità d’immagine (402 PPI) e valore sulla scala cromatica NTSC (95%), ben leggibile sotto la luce del sole (in virtù del contrasto a 1500:1). Calcoli alla mano, quindi, dovrebbe trattarsi di un monitor con risoluzione FullHD+ (ovvero, da 2.160 x 1.080 pixel): in compenso, è stato etichettato come munito di un filtro anti-riflesso, e di uno scanner biometrico in-display (come nel Vivo X20 Plus UD).

La selfiecamera grandangolare (85%), con focale a f/2.2, arriva ad 8 megapixel, mentre quella posteriore, con focale a f/1.8, si eleva sino a 12 megapixel, scatta foto con poca luce ed è equipaggiata con una messa a fuoco con doppio rilevamento di fase. Confermata anche la batteria, da 3.280 mAh, con ricarica rapida (100% in due ore, 50% in mezzora).

Le connettività del Sirin Finney dovrebbero prevedere la nanoSIM, il Wi-Fi ac (con antenne 2×2 MIMO), il Bluetooth 5.0, il 4G/LTE (cat 12, 23 bande), il GPS ed un modulo NFC. La presenza di un antivirus multilivello, inoltre, dovrebbe evitare che i possessori del device possano inavvertitamente connettersi a reti fraudolente.

L’elemento cloud del device, dall’aspetto esagonale-simmetrico se visto di profilo, consta – senza dubbio – in un motorino che, un po’ come nel Vivo Nex, in alto, solleva uno slider: all’interno di quest’ultimo un secondo display (à la LG V10), il Safe Screen, visualizzerà – supportato in chiave software da un firmware dedicato – un wallet (portafoglio digitale) abilitato al supporto di svariate criptovalute, un’app store per software decentralizzati (DApp), ed un converti-token.

Stando alle comunicazioni ufficiali dell’azienda, il Sirin Finney – il primo smartphone al mondo per la gestione della blockchain – dopo la produzione negli stabilimenti cinesi della Foxconn, arriverà in commercio a Novembre, con un prezzo molto inferiore al Solarin (15.000 euro), benché non certo a buon mercato (999 dollari): in compenso, pagando sul sito ufficiale (ove è già in pre-ordine) in criptovaluta proprietaria (SRN, o Sirin Labs Token), si otterrà uno sconto del 10% sul prezzo finale di listino. Ancora ignoto il resto della scheda tecnica, così come le tempistiche delle prime spedizioni.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Non so se, per gestire le criptovalute, e collegarsi alla blockchain, sia necessario un hardware ad hoc: presumo di sì, e credo che debba essere anche di alto profilo. Di più: è probabile che quello dei telefoni simili al Finney diventi un vero trend, se è vero che anche HTC - attualmente con l'acqua alla gola - ha in cantiere di creare uno smartphone ad hoc (l'Exodus). Quel che mi chiedo, però, era se fosse necessario adottare uno slider ad hoc, per gestire un portafoglio di criptovalute: di sicuro, è una soluzione da 007 molto suggestiva...

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