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Samsung punta al benessere individuale con i nuovi Galaxy Watch Active, Galaxy Fit, Galaxy Buds

Nel corso dell'Unpacked 2019, Samsung ha confermato buona parte delle indiscrezioni dell'ultim'ora anche a proposito della pattuglia (Galaxy Watch Active, Galaxy Fit/Fit e, Galaxy Buds) di gadget indossabili, che hanno finito con l'accompagnare i Galaxy 10.

Hi-Tech
Pubblicato il 21 febbraio 2019, alle ore 01:20

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Samsung punta al benessere individuale con i nuovi Galaxy Watch Active, Galaxy Fit, Galaxy Buds

Nel corso dell’evento Unpacked 2019 che ha visto esser presentati i nuovi top gamma telefonici Galaxy S10, il CEO di Samsung, DJ Koh, ha ufficializzato anche un’intera serie di nuovi device indossabili, formati dal “Galaxy Watch Active”, dai “Galaxy Fit/Fit e”, e dai “Galaxy Buds”, volti ad aiutare l’utente nell’intraprendere un viaggio, secondo il proprio stile di vita, verso il benessere personale.

Il Galaxy Watch Active (39.5 x 39.5 x 10.5/40 mm, per 25 grammi) è il nuovo smartwatch del colosso coreano. Rispetto ai predecessori Gear S3 Classic e Frontier, perde la ghiera laterale rotante, usata per spostarsi nei menu, guadagnando in tal modo un design più minimalista ed elegante, che lo rende adatto agli eventi mondani più disparati (grazie alle colorazioni Silver, Black, Rose Gold e Sea Green) nonostante la sua vocazione sportiveggiante più estrema (IP68 con resistenza a immersioni sino a 50 metri, certificazione militare MIL-STD-810G).

In tal senso, una volta accoppiato via Bluetooth 4.2 con lo smartphone, Android (dal 5.0+) o iOS (9.0+), il Galaxy Watch Active monitora 39 attività sportive (tra cui anche corsa, camminata, bici, l’ellittica), senza dimenticare il sonno (accelerometro e giroscopio) ed i passi compiuti (grazie al GPS con A-GPS/Glonass), consentendo di fissare obiettivi e di seguire i propri progressi tramite i widget, visualizzati (sotto un vetro Gorilla Glass 3) sul display circolare AMOLED da 1.1 pollici, con risoluzione 360 x 360 pixel, ed ottimizzazione energetica Always On.

La presenza del cardiofrequenzimetro associato ad un’app sviluppata con l’Università della California, My BP Lab, oltre a registrare in modo preciso e intelligente la frequenza cardiaca, sfrutta il dato in questione anche per un indice dello stato di salute. In più, l’applicazione pre-installata Stress Tracker informa costantemente l’utente sul suo livello di stress, suggerendo meditazioni ed esercizi respiratori per migliorarlo.

Il tutto è coordinato, lato software, dal sistema operativo proprietario Wearable OS 4.0 su base Tizen (dal cui store è possibile ottenere l’assicurata compatibilità anche con popolari app di terze parti, come Spotify, Strava, ed Under Armour, scaricate ricorrendo al Wi-Fi n) e, lato hardware, da un setting logico in cui il processore dual core (1.15 GHz) Exynos 9110 può contare su 768 MB di RAM, stoccando i dati, es. la musica, sullo storage interno, da 4 GB, mentre l’energia per un prolungato funzionamento è erogata dalla batteria pari a 230 mAh.

In un terreno difficile, causa concorrenza Xiaomi, quale quello delle smartband, Samsung propone i nuovi fitness tracker Galaxy Fit (argento e nero) e Galaxy Fit e (nero, giallo, bianco), gestiti anche qui da un sistema operativo proprietario (Realtime OS).

Funzionalmente, i due wearable hanno molto in comune, a cominciare dalla capacità di rilevare 90 attività sportive (tra cui corsa, ellittica, vogatore, camminata, bici) anche in vasca (impermeabile fino a 5 atmosfere), facendo attenzione a come risponde il corpo (grazie al cardiofrequenzimetro), senza contare la possibilità di attenzionare il sonno, da cui risvegliarsi avendo impostato una sveglia, magari per consultare le notifiche (via Bluetooth LE) appena ricevute dallo smartphone. Dal punto di vista tecnico, le differenze partono dal display.

Il Galaxy Fit utilizza una linguetta AMOLED da 0.95 pollici, con risoluzione da 120 x 240 pixel (282 PPI), a colori, il che rende necessaria una batteria da almeno 120 mAh (caricata wireless), ed un particolare processore (MCU Cortex M33F). Diversamente, il più essenziale Galaxy Fit e ricorre ad una striscia PMOLED da 0.74 pollici, con risoluzione da 64 x 128 pixel (193 PPI) che, essendo in bianco e nero, può accontentarsi di 70 mAh di batteria (caricabile via connettore magnetico), e di un processore adeguato (MCU Cortex M0).

Dulcis in fundo, gli auricolari true wireless Galaxy Buds (149 euro, nelle colorazioni bianco, nero, giallo canarino). Diretti discendenti degli apprezzati Gear Icon X, impermeabili IPx2, con supporto a Bixby per gestire le telefonate ma comunque provvisti di comandi touch, dispongono del Bluetooth 5.0, e di mini-batterie da 58 mAh capaci di garantire loro 6 ore (in caso di streaming BT, 5 con le telefonate), alle quali se ne aggiungo quasi due ulteriori (1.7) dopo 15 minuti di riposo discretamente adagiati nella custodia, con rientranza per una più agevole apertura, ove verranno ricaricati grazie alla batteria (252 mAh) di quest’ultima, caricabile wireless (magari appoggiandola sul dorso dei Galaxy S10). A livello funzionale, la collaborazione con la controllata AKG permette di sfruttare due microfoni (uno esterno e uno interno) far sentire la propria voce anche in ambienti rumorosi, e di avvalersi della funzione “Enhanced Ambient Sound, nel caso ci si alleni a bordo strada, per non essere isolati dai suoni di quello che ci circonda.  

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Devo dire che, personalmente, rispetto alla lunga enunciazione dei Galaxy S10, ho preferito decisamente di più quanto spiegato in merito ai wearable di Samsung: trovo che questi prodotti siano stati migliorati di più, rispetto ai predecessori, giustificando un'eventuale spesa per acquistarli, mentre le novità dei top gamma telefonici rispetto ai passati S9 (il cui prezzo ora crollerà) non mi sono parse altrettanto da effetto "wow".

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