Yemen: l’Arabia Saudita sposta armi pesanti al confine

Con l'aggravarsi della situazione nello Yemen, l'Arabia Saudita starebbe spostando le armi pesanti lungo il confine a Sud. Ufficialmente per proteggere il proprio territorio, ma il rischio è quello di una guerra per procura

Yemen: l’Arabia Saudita sposta armi pesanti al confine

La situazione critica dello Yemen, ormai sull’orlo della guerra civile, sta preoccupando sempre più l’Arabia Saudita, dato il confine in comune tra i due Paesi; una sottilissima linea di demarcazione, peraltro puramente ipotetica, che non può certo garantire la sicurezza del governo saudita. Tra i ribelli Houthi, la forte presenza dell’AQAP (Al Qaeda in the Arabian Peninsula), l’entrata in scena dell’Isis ed ora anche le ingerenze dell’Iran, lo Yemen è ormai diventato un enorme calderone esplosivo, situato ad un solo passo a Sud dell’Arabia Saudita. Ed è per questo che il governo di Riyad sembra stia spostando le armi pesanti lungo il confine yemenita, allo scopo di proteggere il suolo nazionale, ricchissima tentazione per i terroristi desiderosi di autofinanziarsi.

L’Arabia Saudita può infatti vantare le maggiori riserve petrolifere dell’intero pianeta, inestimabili “miniere nere” concentrate per la maggior parte nella provincia orientale di Al-Sharqiyya. Alcuni funzionari statunitensi, citati dal The Guardian, avrebbero pertanto reso noti gli spostamenti dell’artiglieria saudita lungo il confine meridionale del Paese. Le fonti americane, alle quali lo stesso quotidiano britannico ha affermato di voler garantire l’anonimato, avrebbero inoltre aggiunto che non esistono ancora rapporti precisi riguardo alla quantità di armi pesanti spostate lungo il confine, ed alla loro effettiva posizione.

Il rischio è che ora, nella penisola araba, si scateni una vera e propria guerra per procura, con le monarchie sunnite e l’Arabia Saudita a muovere le fila di Hadi e dei suoi miliziani da una parte, e gli sciiti dell’Iran a fiancheggiare gli Houthi dall’altra. Tuttavia, il portavoce dell’ambasciata saudita a Washington si è per ora rifiutato di rilasciare dichiarazioni in merito agli spostamenti di armi pesanti in atto lungo il confine con lo Yemen. Lo stesso governo di Hadi, “esiliato” nella città di Aden, ha formalmente richiesto al Consiglio delle Nazioni Unite un intervento militare contro le postazioni Houthi nella giornata di ieri.

In una lettera inviata da Hadi all’Onu, citata da Reuters, il Presidente deposto avrebbe infatti richiesto di adottare una risoluzione per autorizzare “i Paesi desiderosi di aiutare lo Yemen ad offrire immediato supporto alla legittima autorità sotto tutti i fronti, allo scopo di proteggere lo Yemen ed impedire l’aggressione degli Houthi”. Nel frattempo l’entrata in guerra dell’Arabia Saudita sembra ormai sempre più probabile, specialmente se dovesse tardare ad arrivare la risposta dell’Onu: la ricchissima rovincia di Al-Sharqiya è infatti straordinariamente appetibile per i ribelli, e non solo. E le armi pesanti schierate lungo il confine meridionale, puntate verso lo Yemen, potranno essere utilizzate sia difensivamente che offensivamente, hanno concluso le fonti statunitensi.

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