E’ servita a poco l’apparizione in pompa magna di Vladimir Putin all’EXPO di Milano, quantomeno sotto il punto di vista dell’obiettivo diplomatico. Il Premier della Russia si era infatti prodigato per cercare di spiegare quanto fosse controproducente, per l’Italia e per l’Europa, continuare sulla via delle sanzioni contro la Russia. Al termine della sua arringa, il capo del Cremlino aveva chiesto a gran voce di sospendere i provvedimenti, denunciando le continue ingerenze statunitensi nelle decisioni dell’UE.
Ma il suo appello, così come le recriminazioni presentate in occasione del G7, sono caduti nel vuoto: gli ambasciatori dei 28 Paesi dell’Unione Europea si sono infatti riuniti quest’oggi per deliberare in merito al prolungamento delle sanzioni per altri 6 mesi, e la maggioranza ha concordato sul “Sì”. Si può dunque definire fallita la missione italica di Putin, nonostante le parole di apertura riservategli da parte del primo ministro Matteo Renzi.
L’UE si è quindi schierata nuovamente a fianco degli Stati Uniti. D’altronde, Barack Obama era stato chiarissimo: fino a quando la Russia non rispetterà gli accordi di Minsk, le sanzioni non verranno bloccate. E l’Europa è stata concorde nel riaffermare il concetto.
Anche la scelta del periodo di prolungamento non è stata affatto casuale: tra sei mesi esatti infatti scade la valenza degli accordi di Minsk, che rappresentano l’unico pezzo di carta-per quanto puntualmente schiaffeggiato e calpestato-che ancora regola i rapporti tra l’Ucraina di Poroshenko ed i miliziani filorussi, che vorrebbero l’annessione dei propri territori al Gigante dell’Est.
La tensione sembra dunque destinata a crescere ulteriormente, visto anche l’incremento delle missioni dei jet ricognitori della Russia nei territori europei, e l’ipotesi di spostare armi al confine con i Balcani da parte della NATO. Una proposta, quest’ultima, che ha attirato le ire di Putin, la cui replica non si è fatta attendere: il leader del Cremlino ha infatti recentemente reso noto di aver aumentato il proprio arsenale nucleare con altre 40 testate. Non esattamente un segnale di distensione, tantopiù alla luce del fatto che il tunnel delle sanzioni, ora è ufficiale, durerà per almeno altri sei mesi.