Continua l’escalation di tensione tra la Russia e l’Occidente: nonostante le dichiarazioni al miele dispensate da Vladimir Putin nei confronti dell’Italia, in occasione della sua recente visita all’EXPO di Milano, il pericolo di un conflitto con gli Stati Uniti ed i loro alleati continua a crescere. Il Premier russo ha infatti annunciato l’arrivo di 40 nuovi missili nucleari, che andranno ad aggiungersi al già ben nutrito arsenale bellico a disposizione del Cremlino.
Una mossa che, secondo Putin, è la fisiologica risposta alle minacce statunitensi espresse in relazione al conflitto in Ucraina. Nel corso dell’ultimo G7 infatti, Obama si è mostrato irremovibile nell’ipotizzare un prolungamento delle sanzioni nei confronti della Russia, qualora gli accordi di Minsk continuassero a venire ignorati. Non solo: dal Pentagono è inoltre arrivata la proposta di rinforzare i confini NATO nell’Europa dell’Est e nel Baltico con lo spostamento di nuove armi pesanti, a scopo precauzionale.
Un’ipotesi che Putin non ha affatto gradito, tant’è che ha voluto immediatamente replicare con l’arrivo delle nuove testate nucleari: “Se qualcuno mette in pericolo il territorio della Russia, essa deve puntare i propri armamenti verso i Paesi da dove proviene questa minaccia”. Secco e limpidissimo come al solito il leader del Cremlino, che non si è lasciato intimorire dallo scenario intimidatorio ventilato dagli Stati Uniti, replicando invece colpo su colpo alla “mini-guerra fredda” in atto tra le due superpotenze.
Sia a livello concreto, con l’arrivo dei nuovi missili, sia davanti ai microfoni. Perché Putin non ha solo annunciato l’ampliamento dell’arsenale nucleare della Russia, ma si è premurato di rendere nota al mondo l’efficacia dei suoi nuovi acquisti: “Sono in grado di superare anche il sistema di difesa antimissile tecnicamente più sofisticato”. A buon intenditor, poche parole.
L’atteggiamento belligerante della Russia è “Una delle ragioni per cui stiamo aumentando la prontezza della risposta” fanno sapere dalla NATO, con il generale Jens Stoltenberg che si è detto spazientito riguardo alle esternazioni provenienti dal Cremlino: una “Retorica atomica”, stando alle parole di Stoltenberg, che rappresenta “Un tintinnio di sciabole ingiustificato, destabilizzante e pericoloso”.
Di tutt’altro avviso è invece Putin, il quale ha affermato che la prova di forza della Russia non rappresenta una manifestazione di ostilità, ma semplicemente è indicativo della necessità di difendersi dalle minacce esterne: “Gli USA stanno coltivando volontariamente una fobia antirussa tra i loro alleati europei, in modo da usare l’attuale momento di difficoltà per espandere la propria presenza militare, e quindi la propria influenza” in Europa. Più drastico Anatoli Antonov, viceministro della Difesa del Cremlino, che ha affermato senza mezzi termini: “I colleghi dei Paesi della NATO ci stanno spingendo verso una corsa agli armamenti”.