Trentini racconta la sua prigionia in Venezuela, tante le difficoltà affrontate dal cooperante

Dalle sue parole sono emerse le dure condizioni a cui è stato sottoposto, insieme ad altre persone, durante la prigionia a Caracas, durata oltre un anno.

Trentini racconta la sua prigionia in Venezuela, tante le difficoltà affrontate dal cooperante

Intervistato nella trasmissione Che tempo che fa, condotta da Fabio Fazio sul Nove, Alberto Trentini ha raccontato i duri momenti vissuti durante il periodo in cui è stato messo in prigione a Caracas. Trentini è stato fermato in Venezuela mentre stava svolgendo una missione umanitaria per l’ONG Humanity & Inclusion nel novembre del 2024 Trentini: il cooperante era diretto a Guasdualito, ma mentre passava dalla capitale è stato fermato e portato in prigione, dove è stato trattenuto per ben 423 giorni.

Trentini ha raccontato di aver vissuto per tutto questo tempo in una cella grande quattro metri per due, molto piccola e angusta, dove era difficile muoversi, dotata di una latrina per i bisogni e un rubinetto in alto da dove usciva l’acqua per lavarsi. Prima, però, gli hanno messo un cappuccio sulla testa e gli ha fatto una lunga serie di domande.

In realtà, nei suoi confronti non c’era nulla che potesse dare loro motivo per trattenerlo, tuttavia è rimasto per oltre un anno in prigione, e come lui anche tantissimi altri hanno avuto la stessa sorte. Il cooperante ha raccontato che al momento del fermo sono stati portate in prigione anche altre 92 persone, tutte straniere, trattate come merce di scambio dal dittatore Maduro.

Inizialmente Trentini era molto provato da quello che gli stava accadendo, non capiva che cosa aveva fatto per meritare tutto questo, e stava sprofondando nella disperazione. Per fortuna, però, non ci sono stati maltrattamenti fisici per lui e ha cominciato a sperare di cavarsela quando ha parlato per la prima volta con la sua famiglia, ovvero dopo 6 mesi di detenzione.

Per strappargli informazioni lo hanno sottoposto alla macchina della verità, ma lui non aveva nulla di compromettente da rivelare, perciò non hanno ottenuto nulla. Una delle prove più difficili è stata quella della Vasca, dove era costretto a stare seduto e non doveva muoversi per nulla al mondo per un’intera giornata.

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