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Thailandia: ragazzini salvati diventano monaci

Per nove giorni, i ragazzini salvati nella grotta di Tham Luang vivranno da monaci, in meditazione, preghiera e dedicandosi al tempio. Una scelta voluta da loro per onorare il soccorritore Saman Kunan che durante i salvataggi ha perso la vita.

Esteri
Pubblicato il 27 luglio 2018, alle ore 10:28

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Thailandia: ragazzini salvati diventano monaci

Tutti, tranne uno, i ragazzi thailandesi che dal 23 giugno per 18 lunghi giorni erano rimasti intrappolati nella grotta di Tham Luang, sono tornati al centro dell’attenzione per la scelta che liberamente e insieme hanno fatto: essere ordinati monaci per nove giorni.

Durante le operazioni di salvataggio, uno dei soccorritori, il sub Saman Kunan, ex Navy Seal, è morto nella grotta di Tham Luang a causa della mancanza di ossigeno. Ed è quest’uomo che gli undici ragazzi hanno dedicato questa loro scelta. Un gesto di riconoscenza, dunque, verso chi, nel tentativo di salvare loro la vita, l’ha persa.

Durante il rito le teste degli undici ragazzini sono state rasate. Nel videoclip pubblicato da lastampa.it si vedono i ragazzini fermi con le mani giunte mentre veniva loro tagliata la prima ciocca di capelli, poi è stata la volta del rasoio sulle loro teste mentre in mano tenevano una grande foglia.

Alla fine hanno indossato le consuete tuniche bianche. Resteranno in diversi monasteri per nove giorni, dal 24 luglio al 4 agosto. Passeranno le giornate meditando, pregando e dedicandosi al tempio.

Anche l’allenatore, Ekapol Chanthawong, vivrà nel monastero, non come novizio, ma come monaco avendo già fatto il periodo di noviziato in precedenza. Secondo quanto riporta lastampa.it l’allenatore “ha deciso di diventare un monaco definitivamente, non solo per nove giorni come la sua squadra“. I ragazzi hanno riferito che se sono riusciti a restare calmi nel buio della grotta è stato grazie alla meditazione buddista, che l’allenatore ha insegnato loro.

Il dodicesimo ragazzino appartenente alla squadra “I cinghiali è cristiano, per questo motivo pur essendo presente al rito, non ha preso i voti. La madre di un undicenne del gruppo, Aisha Wiboonrungrueang, ha spiegato che la scelta è stata loro: “È una cosa che pensavano di fare da quando sono usciti dalla grotta. Ora è il momento“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - E' vero che la sofferenza aiuta a maturare, che probabilmente il tempo vissuto nella grotta li ha uniti. E' vero che nove giorni passano in fretta, ma il loro atteggiamento dice altro. Nel videoclip pubblicato si vedono dei ragazzini posati, seri, consapevoli: sanno cosa stanno facendo. Non è un gioco.

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