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Sri Lanka: cristiani confortati dalle parole del Papa

Mons. Van Tot, nunzio apostolico a Colombo, Sri Lanka: "C'è un'atmosfera di paura perché si temono altri attacchi". La gente sente vicino e ringrazia Papa Francesco per le sue parole. Il bilancio delle vittime accertate sale a 253 e non 359 come si temeva.

Esteri
Pubblicato il 26 aprile 2019, alle ore 15:08

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Sri Lanka: cristiani confortati dalle parole del Papa

Il parroco mi ha detto che si è salvato per miracolo“, lo ha detto Mons. Pierre Nguyén Van Tot, il nunzio apostolico a Colombo, Sri Lanka. Subito dopo gli attacchi avvenuti il giorno di Pasqua, da parte di kamikaze, il nunzio si è recato nelle zone colpite.

I feriti sono più di 500, i morti 253, tra questi 45 bambini. Le prime indagini portavano a pensare che gli attacchi fossero una rivincita a quanto accaduto, a marzo, in Nuova Zelanda, nelle moschee di Christchurch. Ma qualche ora dopo gli attentati lʼIsis, tramite la propria agenzia Amaq, ha reso noto: “Coloro che hanno condotto l’attacco che ha preso di mira membri della coalizione a guida Usa e cristiani in Sri Lanka sono combattenti dello Stato islamico“.

Il pensiero del Papa

All’Angelus, il giorno di Pasqua, giorno degli attentati, il Papa aveva detto di rivolgere un pensiero alle vittime del Sri Lanka: “Vi sono vicino. Auspico che tutti condannino questi atti terroristici“. E il giorno dopo con un tweet aveva invitato ad unirsi in preghiera con la comunità cristiana dello Sri Lanka: “Affidiamo al Signore risorto le vittime, i feriti e la sofferenza di tutti“.

Per alcune testate italiane Papa Francesco sarebbe stato parco di parole, mentre, racconta monsignor Van Tot, gli srilankesi che nutrono affetto per Papa Francesco, le hanno sentite come “un balsamo che conforta” e le hanno apprezzate molto. I cristiani sono collegati con il Papa via internet, lo seguono, “lo amano molto e lo ringraziano”, ha ribadito mons. Van Tot.

La parrocchia di Sant’Antonio è stata devasta, così il santuario in cui, cristiani, buddisti e musulmani si recavano a pregare. Le scuole sono chiuse e così molti negozi e le strade vicine alla chiesa di San Sebastiano a Negombo ripresa in un filmato a circuito chiuso, con un personaggio sospetto, forse un attentatore suicida che prima di entrare in chiesa con lo zaino carico in spalla ha messo una mano sulla guancia di una bambina, una carezza, si pensa.

In questo momento, ha affermato mons. Van Tot, “C’è molta solidarietà, tutti si muovono per aiutare, anche il governo fa la sua parte“, indicando la solidarietà, come unica possibilità per far ritornare la pace. Nel Paese è stato dichiarato lo stato di emergenza.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Quando la sofferenza è grande, le parole tacciono, perché non sanno esprimere tutta la profondità del dolore e della partecipazione. Penso che Papa Francesco ami i suoi "figli" e come un padre guardi ciascuno con amore. Basta anche una sola parola, se sentita, se vera, se d'affetto, se sincera, per lenire un po' la sofferenza, balsamo che aiuta a sopportare grandi ferite. Ma questa sola parola ha potere solo se c'è intesa, se ci si ama, se ci si capisce.

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