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Scozia: curano una bimba di 2 anni per l’asma, ma muore di cancro ai polmoni

Una bambina di 2 anni muore di cancro ai polmoni: 6 medici in 28 mesi avevano scambiato la sua malattia per asma. Quando i suoi sintomi sono peggiorati, ormai era troppo tardi. Un estremo tentativo di salvarla con un intervento non ha evitato il sopraggiungere della morte.

Esteri
Pubblicato il 4 marzo 2019, alle ore 19:31

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Scozia: curano una bimba di 2 anni per l’asma, ma muore di cancro ai polmoni

Una donna, madre di una bambina di 2 anni, per ben 6 volte si è rivolta al pronto soccorso per chiedere aiuto per la sua piccola, ma all’ospedale la rimandavano sempre a casa dicendo che era asma (in quello che si dimostrerà un tipico caso di malasanità, diffusa anche in Italia). Un giorno le condizioni della piccola peggiorano notevolmente, e il medico di turno decide di approfondire l’anamnesi iniziando una serie d’analisi ed esami specifici e dettagliati.

Gli accertamenti hanno riveralo che la piccola Megan Clarkson (di Kirkcaldy, in Scozia) non soffriva di asma ma, a soli 2 anni, era affetta da un cancro ai polmoni, non diagnosticato ed in fase avanzata. 

Il racconto della mamma

La mamma, Kelly Clarkson, ha raccontato alla stampa la loro odissea conclusasi nel peggiore dei modi. La bambina ha iniziato a stare male quando aveva 6 mesi (nel novembre 2016): aveva una tosse violenta che le impediva di trattenere il cibo. Nei (28) mesi successivi, Megan ha iniziato a perdere peso e ad avere problemi di respirazione. Il suo respiro a volte aveva una frequenza doppia rispetto a quella normale.

Visti i sintomi, la mamma decide di farla visitare da alcuni specialisti, ben 6, nessuno dei quali prescrive una semplice lastra al torace perché convinti si trattasse di asma, patologia normale nei bambini e facilmente curabile con inalatori ed antibiotici. I farmaci somministrati dai medici cambiano nel tentativo di trovare la terapia che rispondesse bene nella bambina.

Ad un tratto Megan peggiora, compaiono dei lividi sul petto, e un dolore sotto le braccia. Poco pima del Natale 2018, la piccola viene ricoverata al Royal Hospital for Children di Glasgow per effettuare degli accertamenti dai quali emerge che, in realta, non vi era traccia di asma, ma la piccola era affetta da una forma di cancro ai polmoni nota come blastoma pleuropolmonare di tipo tre. I medici optano per un intervento d’urgenza per rimuovere il polmone malato ma, durante l’intervento, soppraggiunge un arresto cardiaco, e Megan muore il 2 gennaio, ossia tre settimane dopo la diagnosi corretta.

La mamma dice di aver “insistito con i medici da quando Megan aveva 8 mesi, ma non è servito a nulla. Solo con una diagnosi precoce avremmo potuto salvare nostra figlia, ma i medici ci hanno ignorato”. Se il tumore fosse stato scoperto in tempo, la bambina avrebbe avuto il 90% di possibilità di guarigione ma, visto la sua diagnosi tardiva, le possibilità si erano ridotte al 37%. I genitori sono delusi e dichiarano: “andremo a fondo per capire perchè siamo stati trattati in questo modo. Bisogna cambiare il sistema prima che succeda ad altri”.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Ormai troppo spesso si sentono storie di morti causate da una scarsa diagnosi: è scandalo ed impossibile in un’epoca in cui vi è un esame strumentale idoneo alla diagnosi di tutte le malattie. Credo che ormai l'obbiettivo sia fare meno esami possibili e fare le diagnosi solo con le "competenze" del medico. È scandaloso: basta lucrare sulla salute delle persone.

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