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Padre e figlia annegati nel Rio Grande nel tentativo di raggiungere le sponde americane

La foto che indigna l'opinione pubblica statunistense è stata scattata dalla giornalista Julia Le Duc sulla sponda del fiume che separa il Messico dal Texas.

Esteri
Pubblicato il 26 giugno 2019, alle ore 16:44

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Padre e figlia annegati nel Rio Grande nel tentativo di raggiungere le sponde americane

Il pensiero torna nell’immediato all’immagine del piccolo Alan Kurdi, riverso con il corpo senza vita su una spiaggia turca, divenuta il simbolo del dramma dell’immigrazione nel mar Mediterraneo. O ancora alla foto di un bambino di 16 mesi, annegato per fuggire dalla repressione della guerra in Birmania. Allo stesso modo, lo scatto di Le Duc, che immortala un papà annegato assieme alla sua bambina di appena due anni, è destinata a divenire il simbolo della tragedia che si sta consumando nel continente americano.

L’uomo, Oscar Alberto Martinez, era un cittadino salvadoregno ed era giunto, nella giornata di sabato, assieme a sua moglie e alla loro piccola bambina di appena 23 mesi, Angie Valeria, nella città di Matamoros che sorge al confine tra Messico e Texas divisi “soltanto” dalle sponde del Rio Grande. Martinez sperava di poter presentare domanda di asilo negli Usa ma nel pomeriggio di domenica i tre avevano deciso di attraversare il fiume per giungere in Texas evitando il muro voluto dal presidente Trump.

La corrente del fiume appariva gestibile, come riportato dal New York Times. Il papà nuotava con la bambina sulla propria schiena e sotto la sua camicia, seguito da sua moglie che però, spaventata dalle acque agitate, ha fatto immediatamente ritorno sulla sponda messicana del Rio Grande. Oscar Alberto invece, pensando di farcela, ha proseguito nella traversata finchè non è stato travolto dalle acque del fiume sotto gli occhi di sua moglie che ha visto la propria famiglia spazzata via in un attimo.

Nella giornata di lunedì, le autorità messicane hanno rinvenuto i due corpi, ancora legati dalla camicia sotto la quale il padre teneva la propria bambina, a poche centinaia di metri dal punto in cui la famiglia Martinez si era immersa nelle acque apparentemente calme e tranquille. La piccola Angie aveva ancora indosso le sue scarpette ed il braccio attorno al collo del papà.

Immediata è giunta l’indignazione dell’opinione pubblica e dei democratici statunitensi mentre i media sul web e sulle emittenti televisive nazionali ripropongono continuamente l’immagine scattata da Le Duc nel tentativo di sensibilizzare il pensiero ed i sentimenti degli statunitensi. A ciò si aggiunge la decisione presa dalla Camera di stanziare 4,5 miliardi di dollari da destinare alla gestione della crisi migratoria che mai come in questo momento aveva svelato un volto così drammatico. Tuttavia, pare che la Casa Bianca, nella persona di Trump, sia già intenzionata a porre il veto su tale votazione. Al contempo, il responsabile dell’agenzia federale che gestisce i campi in cui vengono trattenuti i figli delle famiglie dichiarate illegali in quanto prive dei permessi necessari a risiedere negli Usa, si è dimesso in seguito ad un’inchiesta condotta da un gruppo di legali in cui si documentano le scarsissime condizione igieniche e sanitarie nonchè un trattamento alimentare al limite della sopravvivenza cui sono costretti gli stessi bambini.

Intanto il ministro degli affari esteri di El Salvador ha invitato tutti coloro che sognano un futuro migliore negli Stati Uniti di ripensarci in quanto il viaggio per giungervi viene definito “troppo rischioso”.

La speranza è che simili episodi possano comportare un’ampia e seria riflessione da parte delle autorità competenti e possano rappresentare la fine dei drammi e delle tragedie legate alle crisi migratorie soprattutto nella parte occidentale del pianeta. Ma Trump ha già preparato il veto perchè per alcuni, come cantavano i Pink Floyd, “It’s just another brick in the wall”, solo un altro mattone da aggiungere al muro che separa la gente dai propri sogni e dalla speranza di offrire un futuro migliore ai propri figli.

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Cosa ne pensa l’autore
Andrea Ferrara

Andrea Ferrara - La riflessione è amara, quasi avesse il sapore del sangue. Risultano deludenti e colpiscono dritte al cuore le politiche restrittive e isolazioniste di alcuni paesi sul tema dell'immigrazione. L'incapacità di cercare e trovare una soluzione ai problemi imposti dalle civiltà moderne da parte del mondo occidentale, testimonia una perdita di valori e di cultura di cui l'Europa in primis è sempre stata il baluardo per eccellenza. La rabbia monta ancora di più quando tali muri vengono eretti da nazioni che fondano la propria esistenza sull'essere stati immigrati, avendo letteralmente invaso un continente rendendosi responsabili di quello che si può considerare a tutti gli effetti un genocidio. Il maestro Battiato cantava "tramonto occidentale" e oggi sembra avere ancora più ragione perché una civiltà che dimentica i propri valori e soprattutto la propria storia, non può che essere sul viale del tramonto.

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Commenti
Maria Guerricchio
Maria Guerricchio

27 giugno 2019 - 14:24:40

Quanto hai ragione....amara ragione....dove stiamo andando a finire

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