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Nell’acqua salata scoperta su Marte c’è ossigeno sufficiente per ospitare la vita

Una recente ricerca del California Institute of Technology, ha dimostrato che l’acqua salata presente nel sottosuolo marziano sarebbe sufficiente per sostenere la vita di alcuni microrganismi, oltre a quella di animali più complessi, come le spugne.

Esteri
Pubblicato il 24 ottobre 2018, alle ore 15:51

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Nell’acqua salata scoperta su Marte c’è ossigeno sufficiente per ospitare la vita

Ce lo domandiamo da sempre: su Marte ci sono le premesse per la vita? In passato il Pianeta Rosso era abitato da esseri viventi? In futuro l’uomo potrà essere in grado di colonizzare il quarto pianeta del sistema solare? Una serie di domande che anche la scienza si pone da tempo immemore.

Al momento è difficile rispondere a questi quesiti, ma in questi ultimi anni molto è stato fatto per formulare una teoria quantomeno credibile. Una prima conferma al desiderio di conoscenza del genere umano è stata fornita dal California Institute of Technology (Caltech). Il frutto dei loro studi, pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience“, afferma che la vita su Marte non sarebbe un’eventualità poi così remota.

Secondo i ricercatori statunitensi, nell’acqua salata presente nel sottosuolo marziano sarebbe presente la quantità di ossigeno sufficiente per ospitare la vita. Secondo i calcoli effettuati, potrebbe non solo sostenere la nascita di minuscoli microrganismi con un metabolismo basato sull’ossigeno, ma anche di animali più complessi come lo sono, ad esempio, le spugne. Il risultato dello studio si estende inoltre anche alla possibilità della presenza di vita su altri pianeti e lune che ospitino sacche di acqua salata, come le lune di Saturno e Giove coperte di ghiacci.

Ad oggi si era sempre ritenuto che il Pianeta Rosso fosse del tutto inospitale. La scoperta di fatto cambia radicalmente lo scenario, anche perché sarà necessario porre maggior attenzione su cosa si nasconda nelle viscere del pianeta. Secondo i ricercatori del Caltech, nel lago salato sepolto a un chilometro e mezzo sotto la superficie marziana – scoperto recentemente dai ricercatori italiani – la quantità di ossigeno sarebbe ideale per dare origine alla vita. A dimostrarlo sarebbero le simulazioni che hanno tenuto conto delle possibili pressioni e delle temperature ivi presenti.

Oltre a sostenere l’esistenza di elevate concentrazioni di ossigeno, gli scienziati hanno anche rivelato che le zone più ricche sarebbero i poli, nei quali sussistono le condizioni ambientali più favorevoli. In ragione di queste considerazioni, gli studiosi concludono che è ancora troppo presto per poter dire se Marte abbia mai ospitato la vita, anche se rispetto al passato si può essere più possibilisti. In altre parole non si può escludere che un tempo, sul Pianeta Rosso, siano esistite delle forme di vita primordiali basate sull’ossigeno.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - A piccoli passi, ma alla fine scopriremo quello che è il mistero della possibile vita su Marte. Mentre una parte dei complottisti parla di complesse forme di vita aliena e di uno sbarco dell’uomo sul Pianeta Rosso addirittura nel 1973, la scienza ufficiale parla di una più semplice possibilità di vita, almeno nel sottosuolo. Per quanto riguarda la superficie, saremmo invece di fronte ad un discorso completamente diverso. Qualche settimana fa alcuni ricercatori scozzesi sono giunti alla conclusione che il mix di composti chimici e le radiazioni UV non darebbero alcuna possibilità di vita sul suolo marziano.

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