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Florida: muore dopo il bagno, divorato da un batterio carnivoro

In 48 ore un uomo è morto in Florida per essere stato infettato da un batterio mangiacarne, incubo di chi entra in mare con una ferita aperta, un sistema immunitario debole, o ha assunto pesce crudo o poco cotto.

Esteri
Pubblicato il 17 luglio 2019, alle ore 18:36

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Florida: muore dopo il bagno, divorato da un batterio carnivoro

Nuovo allarme salute, dopo che un uomo è morto a causa di un batterio mangiarne chiamato anche batterio carnivoro, il Vibrio vulnificus. L’uomo, Dave Bennett, del Tennessee, è deceduto dopo essere stato infettato dal batterio carnivoro mentre si trovava in vacanza in Florida, nella contea di Okaloosa. 

A riportare la notizia della morte di Dave Bennett a causa del batterio carnivoro è stata la Cnn, facendo riferimento alla tragedia, descritta e diffusa sui social network, dalla figlia della vittima.

Il batterio carnivoro

Sono circa 80.000 i casi di infezione da batterio carnivoro e, secondo i dati forniti dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie e dall’agenzia per la Salute pubblica del governo federale negli Stati Uniti, i decessi sono circa un centinaio all’anno.

Il contagio da batterio carnivoro solitamente avviene consumando frutti di mare crudi o cotti poco, ma l’infezione può avvenire anche esponendo una ferita aperta all’acqua di mare, come è successo all’ultima vittima, David Bennet. Sono bastate poche ore per rendersi conto, dai primi sintomi, che si trattava di un’infezione da batterio carnivoro. In fretta, quei primi sintomi si sono trasformati in una sepsi letale.

Il sistema immunitario dell’uomo – ha raccontato la figlia della vittima – era indebolito dalle terapie contro il cancro che da alcuni anni cercava di combattere. La donna ha affermato: “Pensavo che i batteri mangiacarne fossero una leggenda, ma non è così. Il batterio lo ha completamente distrutto in appena 48 ore”.

Poi ha spiegato di aver voluto condividere quanto è successo al padre perché, secondo lei, “non c’è abbastanza educazione sui batteri nell’acqua”. Secondo la figlia della vittima, dovrebbero essere installati cartelli segnaletici sulle spiagge, nelle città e nei parchi statali, che segnalino di non entrare se si hanno ferite aperte o un sistema immunitario debole perché, a causa di questi parassiti, si muore davvero.

Dopo un triste episodio datato 2018, altri casi segnalati nell’ultimo periodo sono quello di una 12enne salvata dai medici dopo aver contratto la fascite necrotizzante ad una gamba finita in cancrena e, in un’altra zona della Florida, di una donna che, avendo una piccola ferita, è morta a causa di un’infezione innescata dai batteri mangiacarne.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Fa un po' impressione il nome comune dato al batterio "mangiacarne", lo ammetto. Credo che informarsi, soprattutto se la zona di villeggiatura non è nota, su possibili infezioni in cui si può incorrere o altro, sia una delle prime cose da fare. La superficialità, in questi casi, è una brutta malattia perché porta alla morte.

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