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Disastro aereo in Etiopia: Boeing dei 737 Max 8 subiranno un aggiornamento software

La società Boeing ha dichiarato che nel giro di poche settimane i 737 Max 8 saranno aggiornati. Dopo il disastro aereo molte compagnie di volo hanno scelto di non far volare il modello coinvolto nel disastro.

Esteri
Pubblicato il 12 marzo 2019, alle ore 13:58

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Disastro aereo in Etiopia: Boeing dei 737 Max 8 subiranno un aggiornamento software

La Federal Aviotion Administration, ovvero l’agenzia federale statunitense per l’aviazione, ha richiesto a Boeing di apportare delle modifiche al modello dell’aereo coinvolto nello schianto in Etiopia. Così la società ha annunciato che in poche settimane l’intera flotta dei 737 Max 8 saranno sottoposti ad aggiornamenti del software.

Gli aggiornamenti si sono rivelati necessari in quanto, secondo le prime ricostruzioni, il disastro aereo dell’Ethiopian Airlines è conseguenza di un difetto nel software del Boeing.

Dopo 6 minuti dal decollo da Addis Abeba, l’aereo è precipitato stroncando la vita di 157 persone, tra cui 8 italiani. Secondo alcune indiscrezioni, il pilota del Boeing aveva sin da subito comunicato alcune difficoltà, e avrebbe quindi richiesto il permesso di ritornare ad Addis Abeba. Essenziale per chiarire la ricostruzione della tragedia saranno le analisi sui rottami dell’aereo che aiuteranno a capire la dinamica dell’incidente e le motivazioni. 

Il divieto in 7 Paesi

Ben sette Paesi hanno scelto temporaneamente di far rimanere a terra il Boeing 737 vietandone l’utilizzo. Il primo a dichiarare il momentaneo divieto è l’autorità dell’aviazione civile di Singapore proprio per i recenti disastri aerei. Lo stop, specifica Singapore, sarà revocato quando: “saranno disponibili le informazioni sulla sicurezza di questi aeromobili”. 

Lo stesso provvedimento è stato preso dall’Austrialia, Etiopia, Cina, Mongolia, Isole Cayman e Indonesia. In quest’ultimo paese la compagnia aerea Jet Airways ha dichiarato in un comunicato: “Nella nostra flotta abbiamo cinque Boeing 737, ma attualmente nessuno è impiegato nei voli. Siamo in contatto con la società produttrice” e aggiunge: “il fermo degli aerei permetterà una loro ispezione e successivamente, secondo quanto comunicherà il costruttore Boeing, si deciderà se torneranno a volare”.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Sicuramente per ricostruire le origini del disastro ci vorrà del tempo, ma se si confermasse un difetto del software credo che per la compagnia Boeing ci saranno dei periodi difficili. Inoltre, è alquanto strano pensare che l'uomo sia impotente di fronte alla tecnologia che avanza, nel bene e nel male.

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