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Burkina Faso: l’apprensione dei genitori di Luca Tacchetto e di Edith Blais

Dal 15 dicembre 2018 i genitori di Luca Tacchetto e di Edith Blais non hanno più avuto loro notizie. L'ultimo messaggio è arrivato dal Burkina Faso, avevano come destinazione il Togo.

Esteri
Pubblicato il 7 gennaio 2019, alle ore 20:45

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Burkina Faso: l’apprensione dei genitori di Luca Tacchetto e di Edith Blais

Ancora nessuna notizia di Luca Tacchetto, originario di Vigonza in provincia di Padova e di Edith Blais, l’amica canadese. Il 15 dicembre 2018, per l’ultima volta avevano inviato ai genitori i loro sorrisi e i loro progetti dal Burkina Faso, poi il silenzio.

Così dall’ultimo messaggio si sa che quel giorno si trovavano nel noto ristorante Le Bois d’Ébène nella città di Bobo Dioulasso in Burkina Faso, con loro c’era una coppia conosciuta da poco. Era loro intenzione proseguire il viaggio verso il Togo dopo essersi procurati un visto, la “Visa Entente“, che permetteva di entrare in altri cinque paesi.

L’apprensione delle famiglie

Il padre di Luca, Nunzio, ai giornalisti ha riferito che, non avendo notizie, in un primo momento ha temuto che i due giovani fossero stati rapiti, ma non ha mai ricevuto alcun messaggio in questo senso. L’ex sindaco di Vigonza ha pensato anche che il figlio Luca fosse stato arrestato: “Magari è stato importunato, ha reagito e si è trovato nei guai“. Si aggrappa a tutto, pur di riaverlo, afferma il padre di Luca.

La mamma di Edith, Jocelyne Bergeron, sa che i due avevano avuto delle difficoltà per ottenere il visto di entrata nel Paese e spera che il problema sia tutto qua. Poi aggiunge di aver parlato con chi li aspettava in Togo. Proprio quest’uomo ha raccontato che un volontario, in passato, era stato bloccato dalla polizia del Burkina Faso e in nessun modo aveva potuto comunicare con l’esterno. 

Un amico di Edith è andato alla ricerca della coppia proprio lungo il confine Togo – Ghana. Ha poi riferito che Luca ed Edith “Non hanno attraversato il confine. Sono stati visti a Zimarè, a 50 km da Ouagadougou, intorno al 22 dicembre” si legge in fanpage.it. L’amico di Edith ha detto anche che è strano non ci sia “traccia di transazioni bancarie né comunicazioni“.

Sulle tracce dei due giovani in terra africana si sono messi anche i padri comboniani e la Società delle Missioni Africane (sma) che conoscono il territorio e alcune guide turistiche. Le indagini sono aperte su svariati fronti.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso sia normale che a mano a mano che i giorni passano l'apprensione si faccia sempre più grande. Spero con le loro famiglie che sia solo un qualche disguido a impedire loro di comunicare e a tenerli lontani dagli affetti. Meglio non fare pensieri, come diceva il padre qualche giorno fa.

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