Rincari 2026, il nuovo anno si apre con aumenti diffusi che pesano sulle famiglie

Il 2026 debutta con una serie di aumenti su carburanti, assicurazioni e pedaggi che, secondo Assoutenti, avranno un impatto complessivo di circa 900 milioni di euro sulle tasche dei consumatori italiani.

Rincari 2026, il nuovo anno si apre con aumenti diffusi che pesano sulle famiglie

Il 2026 si apre nel segno della continuità con gli anni precedenti, almeno sul fronte meno gradito ai cittadini: quello dei rincari. Con l’entrata in vigore delle nuove misure dal 1° gennaio, famiglie e consumatori si trovano ad affrontare un aumento generalizzato di prezzi e tariffe che, secondo le stime di Assoutenti, vale complessivamente circa 900 milioni di euro nell’arco dell’anno.

Un impatto economico tutt’altro che marginale, che arriva in un contesto già segnato da bilanci domestici messi alla prova dall’inflazione degli ultimi anni. L’associazione dei consumatori parla apertamente di una nuova “stangata” che colpisce diversi ambiti della vita quotidiana, con un peso particolarmente rilevante per chi utilizza l’auto. Proprio la mobilità risulta uno dei settori più interessati dalle novità introdotte a inizio anno, confermando una tendenza ormai consolidata a fare cassa su carburanti, assicurazioni e pedaggi.

Uno dei primi effetti percepibili riguarda il gasolio. Dal 1° gennaio scatta infatti un aumento delle accise pari a poco più di quattro centesimi al litro, un ritocco che, sommato su scala nazionale, dovrebbe garantire allo Stato oltre mezzo miliardo di euro nel corso del 2026. Un incremento che incide non solo sugli automobilisti privati, ma anche su chi utilizza il mezzo per lavoro, con possibili riflessi indiretti sui costi di trasporto e, di conseguenza, sui prezzi di beni e servizi.

Non va meglio sul fronte del tabacco. Le nuove accise comportano rincari che variano in base al prodotto, con aumenti che vanno da alcuni centesimi per le sigarette tradizionali fino a cifre più consistenti per il tabacco trinciato. Secondo Assoutenti, l’effetto complessivo di queste misure si tradurrà in un esborso aggiuntivo superiore ai 200 milioni di euro nel solo 2026, un dato che contribuisce ad aggravare ulteriormente il quadro generale. Tra le voci che destano maggiore preoccupazione c’è anche quella legata alle assicurazioni.

Le polizze Rc auto vedono salire l’aliquota applicata alle coperture accessorie, come l’infortunio del conducente e l’assistenza stradale, che passa al 12,5% per i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio. Un intervento che, pur non toccando direttamente il premio base, comporta un aumento della spesa complessiva per milioni di automobilisti, con un aggravio stimato in oltre 100 milioni di euro su base annua. A completare il quadro arrivano gli adeguamenti dei pedaggi autostradali.

L’incremento medio dell’1,5% può sembrare contenuto se considerato singolarmente, ma applicato all’intera rete e ai volumi di traffico annuali si traduce in un costo aggiuntivo stimato in circa 20 milioni di euro per le famiglie italiane. Un aumento che pesa soprattutto su chi percorre spesso le autostrade per motivi di lavoro o di studio. Secondo il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, questi interventi dimostrano come i consumatori, e in particolare gli automobilisti, continuino a essere una delle principali fonti di entrata quando si tratta di reperire risorse. Il rischio, sottolinea l’associazione, è che la somma di piccoli aumenti diffusi finisca per erodere ulteriormente il potere d’acquisto, rendendo sempre più difficile far quadrare i conti a fine mese.

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