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Reddito e pensioni di cittadinanza: come evitare revoche e sanzioni

I potenziali richiedenti si preparano ad inoltrare la domanda per il reddito e le pensioni di cittadinanza a partire dal prossimo 6 marzo 2019: ecco a cosa prestare attenzione per evitare di vanificare la richiesta o di incorrere in problemi.

Economia e Finanza
Pubblicato il 18 febbraio 2019, alle ore 20:02

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Reddito e pensioni di cittadinanza: come evitare revoche e sanzioni

Mancano ormai poche settimane al prossimo 6 marzo 2019, la data ufficiale indicata dal Governo per poter procedere all’invio delle domande relative al reddito ed alle pensioni di cittadinanza (qui la guida dell’Inps). Il tempo stringe, soprattutto se si considera che la documentazione da produrre appare piuttosto impegnativa, mentre un errore procedurale oppure un documento mancante potrebbe vanificare l’esito della domanda.

Per chi dovesse partire da zero, c’è innanzitutto da fare o aggiornare il certificato ISEE, con il quale si sancisce che la situazione reddituale e patrimoniale della famiglia di appartenenza resta al di sotto della soglia dei 9.360 euro. Ma altrettanto importanti risulteranno anche gli adempimenti legati agli altri requisiti, che sfuggono all’indicatore della situazione familiare.

Reddito di cittadinanza: attenzione alle possibili sanzioni

D’altra parte, la delicatezza della pratica non riguarda solo la possibile esclusione dal perimetro della misura. Chi dovesse indicare dati erronei ottenendo il via libera dall’Inps potrebbe infatti andare incontro a delle sanzioni, oltre che alla revoca dell’emolumento, con conseguenze che – nei casi peggiori – possono risultare anche di natura penale.

La situazione più grave si presenta ovviamente per coloro che dovessero inoltrare informazioni o documenti falsi, un caso per il quale sono previsti fino a due anni di carcere. Problemi simili in vista anche per chi non dovesse comunicare eventuali variazioni successive alla domanda, una volta ottenuto il via libera da parte dell’Istituto pubblico di previdenza.

L’obbligo di comunicazione delle variazioni comporta in pratica il rischio di incorrere in sanzioni durante tutto il periodo di percezione dell’assegno di welfare. Qualsiasi modifica sia dal punto di vista dei redditi che di stampo patrimoniale deve essere comunicata all’Inps entro poche settimane. A titolo di esempio, il tempo utile per poter indicare l’acquisto di una casa è di 15 giorni mentre, per quanto concerne un eventuale contratto di lavoro occasionale, si passa a 30 giorni.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - La preparazione delle domande per il reddito e le pensioni di cittadinanza deve risultare attenta e scrupolosa, visto che le implicazioni di eventuali errori non si fermano alla semplice interruzione dell’assegno. In questo senso, è bene provvedere per tempo al reperimento della documentazione prima di trovarsi in difficoltà, stante che i passaggi burocratici da superare non rappresentano delle semplici formalità.

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