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Reddito di cittadinanza 2020: scatta l’obbligo di lavorare per i comuni

Parte il nuovo obbligo per i beneficiari del reddito di cittadinanza: ecco come funzionano i PUC (Progetti di Utilità Pubblica) e chi potrà essere esentato dall’adempimento.

Economia e Finanza
Pubblicato il 12 gennaio 2020, alle ore 12:32

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Reddito di cittadinanza 2020: scatta l’obbligo di lavorare per i comuni

Arrivano importanti aggiornamenti in merito al reddito di cittadinanza ed agli obblighi connessi alla richiesta di sussidio. Fin dall’approvazione iniziale, il legislatore ha infatti voluto collegare la ricarica mensile di ogni card con l’attivazione dei cittadini che fanno parte del nucleo familiare a cui viene concesso il sostegno di welfare. Lo scopo è infatti quello di reinserire le persone nella vita sociale e lavorativa, garantendo contemporaneamente un ritorno per la comunità.

Proprio in tal senso si deve intendere la chiamata ai lavori di pubblica utilità effettuata nei confronti di coloro che risultano beneficiari di un assegno di cittadinanza da parte dei rispettivi comuni di residenza. Quest’ultimi sono infatti chiamati dalla normativa ad organizzare i PUC, acronimo che sta per “Progetti utili alla collettività”, pensati per garantire l’inclusione sociale.

È quindi evidente che i comuni sono chiamati a muoversi in tal senso nel breve termine, dopo che lo scorso 8 gennaio 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il relativo decreto legge del Ministero del Lavoro, con il quale si sancisce l’obbligo di avvio dei Puc. Per i fruitori del reddito di cittadinanza scatta invece l’obbligo di dare la propria disponibilità, visto che la mancata partecipazione di anche uno dei componenti del nucleo familiare ha come conseguenza la perdita del relativo beneficio.

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Stante la situazione, i comuni sono chiamati ad organizzare i PUC su diversi ambiti, in base alle esigenze presenti sul territorio. Le attività potranno essere di natura sociale, artistica, ambientale o miranti alla conservazione del patrimonio culturale. Si tratta di un lavoro che non viene retribuito e che non può risultare come sostitutivo delle mansioni che normalmente vengono svolte dal personale dipendente dell’ente pubblico.

Non potranno quindi essere attuate operazioni di esternalizzazione, ma saranno permesse attività di supporto agli stessi operatori e dipendenti pubblici locali. A livello pratico verranno richieste circa 8-10 ore di lavoro settimanali. I comuni istituiranno un apposito registro dei partecipanti, all’interno del quale verranno registrate le presenze giornaliere. Infine, sono esclusi dall’obbligatorietà di partecipazione ai PUC gli studenti, i beneficiari della pensione di cittadinanza, le persone con disabilità, e coloro che hanno obblighi o impegni di cura verso bambini piccoli o persone disabili.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - L’avvio dei PUC - Progetti di Utilità Pubblica rappresenta un passaggio importante per il reddito di cittadinanza, perché concretizza l’intento del legislatore verso l’inclusione sociale e l’attivazione lavorativa dei beneficiari. I comuni ora dovranno mettersi in moto per garantire l’assolvimento dell’obbligo di legge, permettendo quindi di rendere operativo il decreto ministeriale recentemente pubblicato all’interno della Gazzetta Ufficiale.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

12 gennaio 2020 - 12:36:58

Considerando che molti assegni mensili sono di 90 euro, credo che a molti converrà rinunciare. Una cosa è se per il reddito di cittadinanza ti trovano lavoro, un'altra sono le corvée.

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