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Pensioni e riscatto della laurea: ad aprile 2019 le domande aumentano di oltre il 200%

È boom di richieste per il riscatto agevolato degli anni di studi universitari. Il provvedimento sembra incontrare il favore dei lavoratori, che sperano così di abbreviare la distanza rispetto alla propria data di pensionamento.

Economia e Finanza
Pubblicato il 9 maggio 2019, alle ore 11:10

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Pensioni e riscatto della laurea: ad aprile 2019 le domande aumentano di oltre il 200%

La pensione è un traguardo agognato per molti italiani e questo deve valere anche per coloro che si trovano a fare i conti con un ingresso tardivo nel mondo del lavoro per via degli studi accademici, visto l’elevato interesse dimostrato verso il nuovo riscatto agevolato della laurea. La misura prevede la possibilità di pagare una cifra contenuta rispetto al costo ordinario, per portare gli anni spesi in università all’interno del computo del proprio montante contributivo.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto pubblico di previdenza, il mese di aprile 2019 ha visto un vero e proprio boom di richieste. Complessivamente, il riscatto agevolato e quello ordinario hanno infatti totalizzato più di 7 mila richieste, con un aumento rispetto al dato registrato nello stesso periodo dello scorso anno del +202%. Un dato che appare ancora più significativo se si pensa che l’agevolazione di legge è consentita solo per chi si trova nel sistema contributivo puro, avendo iniziato a versare contributi successivamente al 1996.

Ecco perché il riscatto agevolato della laurea sta avendo successo

Ragionare sul fenomeno appare piuttosto semplice, se si pensa che tutte le ultime riforme avvenute sul comparto previdenziale hanno portato ad un progressivo inasprimento dei requisiti di accesso all’Inps. Si può quindi facilmente comprendere che molti tentino di ricorrere al riconoscimento oneroso degli anni di studi per potersi creare una specie di salvaguardia rispetto alla maturazione del proprio diritto alla quiescenza.

D’altra parte, uno degli effetti indiretti dei maggiori versamenti consiste nell’aumento dell’assegno, mentre il riscatto della laurea consente anche il vantaggio immediato di poter portare i versamenti in dichiarazione dei redditi (traendo così vantaggio dai benefici fiscali). Ma il dato interessante è che questo genere di evidenze sembra aver stimolato un’ampia riflessione tra i contribuenti.

Forse è possibile spiegare anche così il fatto che l’aumento delle richieste di riscatto non abbia interessato solo la versione agevolata della misura, ma anche quella ordinaria. D’altra parte, anche lo strumento ordinario in alcuni casi può aiutare ad ottenere un accesso più semplice alla pensione anticipata, come nel caso del raggiungimento dei 38 anni di contribuzione vincolanti per poter fruire della nuova quota 100 o dei 42 anni e 10 mesi (un anno in meno per le donne) necessari per l’uscita anticipata prevista dalla legge Fornero.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il riscatto della laurea si sta confermando come una misura di forte interesse per tutti i lavoratori e non solo per i più giovani (cioè coloro che possono rientrare nella modalità agevolata). Il dato non stupisce visto che l’opzione viene vista come uno strumento utile per poter godere di una possibilità in più di anticipo della propria quiescenza.

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