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Pensioni e Manovra 2020: ecco perché si riaccende lo scontro sulle rivalutazioni

Sindacati sul piede di guerra contro il governo per le rivalutazioni degli assegni e non solo. Nella legge di bilancio pochi interventi decisivi: per i sindacati “i pensionati italiani sono spariti dai radar”.

Economia e Finanza
Pubblicato il 17 ottobre 2019, alle ore 08:46

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Pensioni e Manovra 2020: ecco perché si riaccende lo scontro sulle rivalutazioni

Non è trascorso molto tempo da quando si sono calmate le acque interne alla maggioranza che la dialettica sul sistema previdenziale torna a riaccendersi. Questa volta il nuovo fronte di scontro si concretizza con i sindacati, che sembrano non aver gradito l’impegno posto nel riaprire il capitolo delle rivalutazioni all’inflazione. D’altra parte, il nodo del contendere era stato già discusso nei precedenti tavoli negoziali e le aspettative di intervento risultavano piuttosto elevate.

Le parti sociali si attendevano certamente uno sforzo maggiore da parte del governo. Non lo nasconde il segretario generale della Spi – Cgil, Ivan Pedretti, che a poche ore dall’approvazione della manovra 2020 in Consiglio dei Ministri esprime tutta la delusione possibile tramite il proprio profilo Facebook.

I pensionati sono del tutto spariti dai radar” spiega il sindacalista, esprimendo il proprio rammarico per l’impostazione della manovra 2020 e riaccendendo così i toni della discussione con l’esecutivo. Secondo l’esponente della Cgil, manca un “impegno preciso da parte del governo per la definizione della legge sulla non autosufficienza”. Ma allo stesso tempo dalle pieghe della finanziaria non emerge nemmeno un intervento adeguato per gli adeguamenti, oltre che sull’estensione della 14ma mensilità.

Pedretti: “non c’è traccia di quanto emerso nel precedente incontro”

A rimarcare il senso di disorientamento rispetto al testo della legge di bilancio 2020 vi sarebbe poi il mancato riscontro rispetto alle aperture che si sono registrate nel precedente tavolo negoziale, risalente all’11 ottobre 2019. Durante tale occasione, si erano infatti verificate importanti aperture da parte dell’esecutivo, orientate al fine di “dare risposte a milioni di persone anziane e di pensionati”.

Purtroppo, al momento, le rivendicazioni sindacali e le ipotesi di intervento del governo non sembrano aver trovato un adeguato accoglimento. Con il rischio che “i pensionati italiani siano fortemente discriminati”. Per questo motivo, Pedretti torna a chiedere un cambio di passo all’esecutivo, attraverso “segnali precisi e risposte concrete”. Ricordando che qualora la situazione non dovesse mutare, le parti sociali si prepareranno a mobilitarsi per tornare in piazza e far sentire la propria voce.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Le parti sociali avevano riposto grande aspettativa nel dialogo con il governo, stante il cambio di passo registrato rispetto al precedente esecutivo. La situazione ora rischia però di tornare in fase di stallo, dopo che la nuova legge di bilancio sembra accogliere solo parzialmente le richieste inoltrate dai rappresentanti dei lavoratori e dei pensionati. Ora diventa sempre più concreto il rischio che si avvii una nuova grande mobilitazione per il prossimo 16 novembre 2019 a Roma.

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