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Pensioni anticipate: i criteri per ottenere l’uscita entro la fine del 2020

Cresce l’attesa per la riforma delle pensioni e il rinnovo delle sperimentazioni in via di conclusione al termine dell’anno: ecco quali opzioni è possibile sfruttare entro il 31 dicembre 2020.

Economia e Finanza
Pubblicato il 24 settembre 2020, alle ore 09:10

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Pensioni anticipate: i criteri per ottenere l’uscita entro la fine del 2020

Il confronto in essere sulle pensioni tra governo e sindacati sembra destinato a produrre importanti proroghe per le opzioni in scadenza entro il termine dell’anno. Un riordino profondo del settore previdenziale è però destinato ad arrivare solo a partire dal 2022 e, pertanto, può essere utile fare il punto della situazione per capire quali opzioni restano disponibili fino al termine dell’anno.

Si parte dalle prime due misure in attesa di rinnovo con la legge di bilancio 2021, ovvero l’APE sociale e l’Opzione Donna. La prima consente l’uscita dal lavoro a partire dai 63 anni di età e con 30-36 anni di versamenti, a patto di rientrare in una delle categorie indicate dalla legge. Attualmente tra queste troviamo disoccupati di lungo termine, caregivers, invalidi e persone che hanno svolto le attività gravose e usuranti riconosciute dalla legge. Su queste categorie l’esecutivo sta discutendo un’estensione che è oggetto di confronto con i sindacati, ma che arriverà solo dal prossimo anno.

C’è poi l’Opzione Donna, che attualmente consente l’uscita dal lavoro a partire dai 58 anni di età (59 se sono presenti contributi da lavoro autonomo) e con almeno 35 anni di versamenti. In questo caso è però necessario accettare il ricalcolo contributivo puro dell’assegno. Infine, resta ancora possibile fare ricorso alla Quota 100, che permette l’uscita dal lavoro a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti, senza l’applicazione di penalizzazioni.

Pensioni anticipate e ordinarie: i criteri della legge Fornero

Le opzioni appena evidenziate rappresentano delle alternative alle regole ordinarie di uscita dal lavoro previste con la legge Fornero. Quest’ultime consentono il pensionamento di vecchiaia a partire dai 67 anni di età e con almeno 20 anni di versamenti. Chi è inserito nel sistema contributivo puro può richiedere l’assegno anche a partire dai 64 anni di età, avendo almeno 20 anni di versamenti e un assegno uguale o superiore a 2,8 volte la pensione sociale.

In alternativa, è possibile ottenere anche l’accesso anticipato alla pensione. In questo caso non è richiesto alcun criterio di tipo anagrafico, ma sarà comunque necessario aver accumulato almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di versamenti per le donne.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il nostro sistema previdenziale presenta diversi meccanismi di accesso alla pensione. Quello ordinario prevede la maturazione di almeno 67 anni di età, un requisito anagrafico che per molti lavoratori diventa eccessivamente penalizzante. Per questo motivo, le regole di accesso all’Inps prevedono anche diversi meccanismi di uscita anticipata dal lavoro, alcuni dei quali restano sperimentali e quindi a scadenza. Il principale consiglio resta quindi di verificare la propria posizione presso un patronato.

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