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Pensioni anticipate e Quota 100: sarà revisione o abolizione?

Con l’avvio del nuovo esecutivo giallo-rosso appare ormai certo un ripensamento delle nuove pensioni anticipate tramite Quota 100. I dubbi riguardano una possibile revisione o una totale cancellazione della misura.

Economia e Finanza
Pubblicato il 29 agosto 2019, alle ore 09:44

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Pensioni anticipate e Quota 100: sarà revisione o abolizione?

L’arrivo del governo giallo-rosso rimescola le carte della politica e fa sorgere numerosi interrogativi sulla possibile prosecuzione delle nuove pensioni anticipate tramite la Quota 100. A fare da turning point sarà la legge di bilancio 2020, che dovrà essere approvata entro la fine dell’anno in corso e si occuperà di disinnescare il possibile aumento dell’Iva. Un obiettivo che si rivela in salita e che potrebbe richiedere l’impiego delle risorse in avanzo dalla Quota 100.

Lo scenario era del resto già delineato anche con l’esecutivo precedente. I risparmi accumulati grazie alle richieste inferiori rispetto alle stime della Quota 100 erano già considerati come impegnabili in altre poste. L’arrivo del nuovo governo potrebbe però accelerare tale impostazione, spostando ulteriori risorse e decretando anche una possibile cancellazione anticipata della misura.

Riforma pensioni, possibile una ulteriore restrizione della platea

Stante la situazione appena delineata, appare chiaro che la nuova Quota 100 sarà oggetto perlomeno di un attento restyling, che potrebbe irrigidire ulteriormente i criteri di accesso (attualmente fissati a 62 anni di età e 38 anni di contribuzione), in favore della proroga di altre misure. Il pensiero va all’APE, all’estensione dell’attuale Quota 41 (limitata solo ad alcune categorie di lavoratori), oppure alla proroga dell’opzione donna.

In questo modo, il nuovo esecutivo potrebbe tentare di allargare la platea dei beneficiari della flessibilità previdenziale andando in particolar modo ad includere coloro che vivono situazioni di particolare disagio. Un’eventuale proroga dell’APE sociale (per la quale servono attualmente almeno 63 anni di età e 20 anni di contribuzione) potrebbe permettere comunque a molti lavoratori in attesa della Quota 100 di fruire della flessibilità previdenziale, seppure ad un costo lievemente maggiore.

Ma sullo sfondo resta soprattutto la necessità di garantire al contempo che la prossima Manovra non faccia scattare le clausole di salvaguardia dell’Iva. Anche per questo si parla di una possibile cancellazione anticipata della Quota 100 in favore di misure meno onerose e più inclusive rispetto al disagio sociale. Una formula, quella dell’attenzione per chi si trova in maggiore difficoltà, che certamente sembra in linea con la vocazione espressa sia dal M5S che dal Partito Democratico.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - L’arrivo di un nuovo esecutivo non potrà che rivoluzionare l’impostazione dell’attuale riforma previdenziale. Quello che appare certo è un ripensamento complessivo delle misure di flessibilità d’accesso alla pensione avviate negli ultimi 12 mesi. Non bisognerà quindi stupirsi se si arriverà alla completa abolizione della Quota 100 in favore di altre misure di allentamento dei criteri decisi dalla legge Fornero.

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