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Pensioni anticipate e Quota 100: previste oltre 290 mila uscite nel 2019

La nuova pensione flessibile tramite quota 100 è legge grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il Governo giallo verde dà il via al superamento della legge Fornero, ma ancora in tanti rischiano di restare incastrati dentro la rigidità del sistema.

Economia e Finanza
Pubblicato il 29 gennaio 2019, alle ore 19:13

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Pensioni anticipate e Quota 100: previste oltre 290 mila uscite nel 2019

Le nuove pensioni anticipate tramite quota 100 sono entrate ufficialmente all’interno del nostro ordinamento con la pubblicazione del cosiddetto “decretone” nella Gazzetta Ufficiale, un passaggio al quale dovrà seguire entro i prossimi due mesi l’approvazione definitiva anche dal Parlamento. Il governo giallo-verde dà così il via libera alla riforma del settore previdenziale, con un provvedimento che dovrà servire ad iniziare il superamento (osteggiato dalla BCE) della legge Fornero.

La nuova quota 100 non prevede infatti la cancellazione delle regole decise nell’ormai lontano 2011 dal governo Monti, ma sovrappone una nuova opzione di prepensionamento pensata per flessibilizzare l’uscita dal lavoro a partire dai 62 anni di età (e dai 38 anni di versamenti, che restano tali anche al crescere dell’età anagrafica).

Dal punto di vista dell’impatto sulla platea dei lavoratori in attesa di soluzioni, si conta che nel corso del 2019 potranno essere raggiunte fino a 290mila nuove uscite dal lavoro, mentre a livello complessivo nella prosecuzione della sperimentazione si arriverà a toccare potenzialmente 680mila lavoratori. Chiaramente, sono destinati a crescere anche gli oneri previdenziali, con un calcolo di lungo periodo che stima la spesa aggiuntiva in 46 miliardi di euro entro il 2028.

Pacchetto pensioni 2019, la sintesi delle misure approvate con il decreto

D’altra parte, le misure appena approvate con la pubblicazione del decretone in Gazzetta Ufficiale (ed ora in attesa delle circolari Inps contenenti le istruzioni operative) sono numerose e quindi l’impatto sul bilancio previdenziale era inevitabile. La riforma delle pensioni non si limita infatti alla già citata quota 100, ma si estende anche alla proroga di opzione donna ed ape sociale.

Per i dipendenti pubblici è previsto un prestito ponte al fine di percepire fin da subito fino a 30mila euro di anticipo sulla liquidazione, con uno sgravio fiscale pensato per coprire i costi del servizio bancario. Vi è poi la pace contributiva per il triennio 2019 – 2021 ed il riscatto agevolato della laurea per gli under 45, mentre per le pensioni di anzianità della legge Fornero è previsto il congelamento dell’adeguamento all’aspettativa di vita fino al 31/12 del 2026.

Resta però implicito che molti altri lavoratori sono in attesa di un ulteriore alleggerimento rispetto ai requisiti di uscita dal lavoro. Un caso che tocca in particolare chi ha iniziato a lavorare in giovane età e non riesce ad ottenere il pensionamento a causa del vincolo contributivo troppo elevato. Sorte simile tocca anche molte lavoratrici e tanti lavoratori precari e per via della discontinuità di carriera (e, quindi, di versamenti).

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Finalmente, la riforma delle pensioni promessa dall'esecutivo è diventata legge dello Stato: il provvedimento era molto atteso dai lavoratori, visto che la rigidità delle attuali regole di ingresso nell’Inps ha significato per molti l’allontanamento della data di quiescenza. Ora, bisognerà attendere le istruzioni dell’Inps per poter procedere con le domande.

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