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Pensioni anticipate e Manovra 2020: Quota 100 confermata, ma nel 2021 cesserà di esistere

Dopo il vertice di maggioranza di ieri sera, la legge di bilancio 2020 viene confermata nella propria impostazione, ma in Parlamento si promette battaglia sulle pensioni anticipate tramite Quota 100.

Economia e Finanza
Pubblicato il 22 ottobre 2019, alle ore 09:40

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Pensioni anticipate e Manovra 2020: Quota 100 confermata, ma nel 2021 cesserà di esistere

L’ultimo vertice di maggioranza di ieri sera è servito a fare il punto della situazione in merito alla manovra 2020, ma non sembra aver risolto completamente le tensioni interne alla maggioranza. Le prime correzioni hanno visto arrivare uno slittamento di sei mesi per i provvedimenti legati all’obbligo del Pos ed al contante, ma restano le differenze di visione sulle pensioni anticipate ed in particolare sulla Quota 100.

Alla fine, il governo giallo-rosso ha però confermato l’impostazione della nuova manovra, anche perché non vi sono i tempi per un ulteriore passaggio del testo all’interno di un nuovo Consiglio dei Ministri. Questo significa che gli ultimi nodi da sciogliere dovranno essere districati in Parlamento, attraverso specifici emendamenti e non tramite un ripensamento da parte dell’esecutivo.

Ancora una volta, il destino finale delle pensioni anticipate tramite Quota 100 torna quindi a passare per la discussione che prenderà forma a partire dalle prossime settimane presso la Camera ed il Senato. L’esecutivo punta a confermare l’impostazione del provvedimento di flessibilità previdenziale senza ulteriori modifiche, ma una parola definitiva sulla vicenda potrà essere detta solo alla fine dell’anno, quando si sarà conclusa la discussione sulla finanziaria.

Riforma pensioni, la Quota 100 scadrà comunque al termine del 2021

Stante la situazione, bisogna tenere conto del fatto che un intervento di riforma del settore previdenziale (in grado di allentare i requisiti di accesso all’Inps) è comunque altamente necessario, se non indispensabile. Il meccanismo di pensionamento anticipato tramite la Quota 100 consente infatti in via sperimentale l’uscita dal lavoro a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti, ma verrà comunque meno al termine del 2021 (una volta raggiunta la propria naturale scadenza).

Di conseguenza, le persone nate nel 1958 potranno beneficiare del meccanismo di anticipo, mentre coloro che sono nati nel 1959 si troveranno a fare i conti con i requisiti ordinari della legge Fornero. Ecco perché la discussione parlamentare sulla conferma della Quota 100 non rappresenta certo un punto di arrivo per la flessibilità previdenziale, ma solo un passaggio verso un sistema che andrebbe ripensato in modo molto più profondo.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Le ultime novità in arrivo dal vertice di maggioranza di ieri sera confermano sostanzialmente quanto già emerso negli scorsi giorni. Infatti, le pensioni anticipate tramite Quota 100 dovranno trovare la propria conferma definitiva all’interno della discussione parlamentare, dopo aver superato gli inevitabili emendamenti già annunciati da più parti. Nel frattempo, i nati del 1959 rischiano di restare ingiustamente esclusi dal provvedimento.

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