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Pensioni anticipate e LdB2020: Quota 100 resterà fino al 2021, ma si attendono notizie sull’APE e sulla Quota 41

Negli scorsi giorni sono arrivate importanti conferme rispetto alla prosecuzione della Quota 100 fino al termine della sperimentazione. Purtroppo la misura non è però sufficiente a garantire la flessibilità per tutti.

Economia e Finanza
Pubblicato il 24 settembre 2019, alle ore 09:19

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Pensioni anticipate e LdB2020: Quota 100 resterà fino al 2021, ma si attendono notizie sull’APE e sulla Quota 41

Sulla sperimentazione delle pensioni anticipate tramite Quota 100 sono arrivate negli scorsi giorni importanti conferme da diversi membri dell’esecutivo e infine anche dallo stesso premier Giuseppe Conte, che ha ribadito l’intenzione del governo di portare a scadenza il provvedimento (pur senza escludere al momento eventuali modifiche). Si tratta di un passo in avanti importante per la flessibilità previdenziale ed in particolare per coloro che matureranno l’accesso all’Inps tramite la misura nel corso del 2020 e del 2021.

Purtroppo altrettante conferme mancano ancora in merito ad altre opzioni di flessibilità che necessitano di essere inserite all’interno della legge di bilancio 2020 per poter proseguire o semplicemente per estendere la propria efficacia. Si tratta dell’APE sociale e volontaria, oltre che della Quota 41 (attualmente disponibile solo ad una parte limitata della platea dei lavoratori).

Riforma pensioni e Manovra 2020: attese ancora risposte per l’APE e la Quota 41

Stante la situazione, se il nodo delle pensioni anticipate tramite Quota 100 sembra destinato finalmente a sciogliersi attraverso una conclusione positiva, ma non si può dire ancora lo stesso per quanto concerne l’APE sociale e la versione volontaria. Entrambe risultano in scadenza entro la fine del 2019 e attendono una conferma per l’eventuale proroga agli anni successivi.

Va detto che dal governo giallo-rosso è emersa nelle scorse settimane l’intenzione di garantire non solo la proroga dei provvedimenti, ma anche la trasformazione in senso strutturale delle misure. Quest’ultime permettono l’accesso all’Inps a partire dai 63 anni di età e 30-36 anni di versamenti nella versione “social” (nei casi di disagio previsti dal legislatore) ed appena 20 anni di contributi in quella volontaria. Sui provvedimenti sarebbe importante avere delle conferme simili a quelle già avvenute per la Quota 100.

Per quanto concerne invece i lavoratori precoci si attende di scoprire quale sarà l’orientamento del nuovo esecutivo. I lavoratori ne chiedono l’estensione a tutta la platea (attualmente il provvedimento è limitato a vincoli e criteri piuttosto peculiari). Resta altresì da rilevare l’impegno ad estendere il riconoscimento dei lavoro gravosi e usuranti, fatto che potrebbe comunque estendere la portata del meccanismo di pensionamento anticipato.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Le conferme in arrivo dal governo riguardo la Quota 100 hanno rappresentato un passo in avanti importante nella discussione sulla flessibilità previdenziale. Allo stesso tempo, ancora molto deve essere fatto per ripristinare maggiore equità all’interno delle regole di accesso all’Inps. Per questo motivo sarà interessante seguire come evolverà il dibattito sull’APE e sulla Quota 41 nelle prossime settimane.

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