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Coronavirus: chi percepisce la pensione di invalidità può richiedere i 600 euro del bonus Covid-19

La legge italiana per il bonus Covid-19 da 600 euro ha creato alcune discriminazioni tra i lavoratori che percepiscono l'assegno ordinario di invalidità.

Economia e Finanza
Pubblicato il 20 aprile 2020, alle ore 13:18

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Coronavirus: chi percepisce la pensione di invalidità può richiedere i 600 euro del bonus Covid-19

Il Coronavirus sta creando sempre più confusione sotto diversi punti di vista, incluso quello economico. Molte persone si chiedono se hanno i requisiti, ad esempio, per chiedere il bonus Covid-19 che consiste nel ricevere 600 euro per venire incontro alle situazioni difficili delle ultime settimane.

Il problema si amplifica ulteriormente quando si percepisce la pensione di invalidità. Infatti il bonus Covid-19 da 600 euro potrebbe portare ad una distinzione tra i lavoratori autonomi e i liberi professionisti che percepiscono la pensione di invalidità. Principalmente, la differenza tra le due figure è che questi ultimi svolgono un’attività intellettuale, mentre i primi un’attività manuale.

Chi può percepire i 600 euro del bonus Covid?

Di solito, solo perché si usufruisce dell’assegno ordinario di invalidità, il cui valore dipende dai contributi versati e dalla percentuale di invalidità, non si può presentare la domanda per ricevere il bonus dei 600 euro. Gli invalidi civili possono fare domanda per il bonus, tuttavia continua l’incompatibilità qualora il diversamente abile fosse un lavoratore autonomo o un libero professionista. 

Proprio per questo motivo, le associazioni di malati oncologici hanno chiesto al governo una miglior interpretazione della legge per cercare di limitare quanto più possibile queste differenze. 

Come riportato da Repubblica, i requisiti necessari per avere accesso al bonus sono: “L’iscrizione esclusiva all’ente di previdenza; la regolarità del versamento dei contributi previdenziali; il danno economico (presunto) da diminuzione dell’attività professionale a causa del Covid; non essere titolari di “pensione diretta” (questo requisito non era previsto nel decreto legge “Cura Italia”, ma introdotto dal decreto Catalfo-Gualtieri e confermato nel decreto legge “Liquidità”)”. L’accusa delle associazioni è quella di creare un danno, che è in contraddizione con l’obiettivo posto, ovvero aiutare il più possibile le persone durante l’emergenza da Covid-19. Seguiranno aggiornamenti sulla vicenda: probabilmente il governo darà una risposta in tempo non troppo lunghi.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Di fatto, le leggi italiane e la burocrazia in generale crea sempre un po' di caos. Leggi di difficile interpretazione, scritte in un italiano quasi perfetto, che però sono anche molto confuse. Capiamo che in situazione di emergenza bisogna accelerare i passi per la messa in atto di bonus economici e simili, però, almeno "misurare" le parole usate sarebbe il minimo.

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