A Tuturano, frazione di Brindisi, una tranquilla mattinata d’inverno si è trasformata in una tragedi@ che ha scosso l’intera comunità. Nel primo pomeriggio del 20 dicembre, un incendio divampato all’interno di un’abitazione in strada poderale Santa Lucia, in zona Riforma/Parco Colemi, ha provocato il crollo parziale del solaio, intrappolando sotto le macerie un anziano disabile di 87 anni, Salvatore Tramonte, che purtroppo non è riuscito a salvarsi.
Le fiamme sarebbero partite, secondo le prime informazioni, da una stufa a pellet installata nell’abitazione, utilizzata come fonte di riscaldamento nei mesi più freddi. In pochi minuti il rogo ha interessato una parte consistente della casa, fino a compromettere la stabilità del solaio, che è crollato parzialmente causando il seppellimento dell’uomo sotto detriti e calcinacci.Al momento dell’incendio, in casa con Salvatore Tramonte si trovava la figlia 57enne, che ha tentato disperatamente di aiutare il padre. La donna, però, è stata a sua volta sopraffatta dal fumo e dal caos, e solo l’intervento di un passante, che ha rotto il vetro di una finestra riuscendo a trarla fuori dall’abitazione, ha evitato che anche lei rimanesse intrappolata.
Sul posto sono intervenute rapidamente più squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Brindisi, supportate dai nuclei specializzati USAR (Urban Search And Rescue) giunti da Bari, addestrati per operare in scenari di crollo strutturale. L’opera dei soccorritori è andata avanti per diverse ore, tra lo spegnimento delle fiamme, la messa in sicurezza dell’area e la delicata ricerca dell’anziano tra le macerie dell’immobile.
Solo dopo un lungo e complesso lavoro, i Vigili del Fuoco sono riusciti a raggiungere il corpo di Salvatore Tramonte, confermando quello che, col passare del tempo, appariva come l’epilogo più temuto. Il decesso è stato accertato sul posto, mentre le squadre hanno proseguito con le verifiche strutturali sull’edificio per escludere ulteriori rischi di crollo e consentire le successive attività investigative.
La figlia 57enne dell’uomo è stata trasferita in ospedale in condizioni non gravi, provata dallo shock e dall’esposizione al fumo, ma fuori pericolo di vita secondo quanto emerso dai primi riscontri sanitari. Padre e figlia, da quanto si apprende, vivevano in affitto nell’abitazione interessata dal rogo, una casa nota in zona per essere utilizzata anche come struttura ricettiva nel periodo invernale. Intanto, i carabinieri della stazione di Tuturano hanno avviato gli accertamenti di rito per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto e chiarire le cause precise dell’incendio. Al momento, la pista principale resta quella del malfunzionamento o di un problema legato alla stufa a pellet, ma saranno le perizie tecniche e i rilievi a confermare o escludere definitivamente questa ipotesi.
La morte di Salvatore Tramonte, anziano disabile che si trovava in casa con la figlia in quella che doveva essere una normale giornata d’inverno, rappresenta l’ennesimo dramm@ domestico legato a incendi sviluppatisi da apparecchi di riscaldamento. Episodi come questo riportano al centro dell’attenzione l’importanza della manutenzione degli impianti, dell’installazione a norma e della prudenza nell’utilizzo di stufe e sistemi che, se da un lato garantiscono comfort, dall’altro possono trasformarsi in un pericolo se qualcosa va storto.
La figura della figlia, che ha tentato di salvare il padre e che è stata lei stessa salvata da uno sconosciuto, restituisce l’immagine di una tragedi@ in cui convivono coraggio, istinto di protezione e vulnerabilità umana. La comunità di Tuturano si trova ora a fare i conti con la perdita di un suo anziano concittadino e con le domande, inevitabili, su quanto ancora si possa fare per prevenire eventi simili, proteggere le persone più fragili e trasformare ogni dramm@ in un monito concreto sulla sicurezza nelle abitazioni.