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Torino

Torino, bullismo in una scuola media: bambino malato picchiato dai compagni e deriso dai professori

Un ragazzo di 13 anni, malato di diabete, è stato picchiato ed umiliato verbalmente per due anni durante le scuole medie. La denuncia del padre ai carabinieri: "i professori sapevano tutto".

Cronaca
Pubblicato il 24 maggio 2019, alle ore 08:46

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Torino, bullismo in una scuola media: bambino malato picchiato dai compagni e deriso dai professori

Un grave episodio di bullismo (dopo quanto capitato a Pavia) quello che arriva da Torino, accaduto in una scuola media delle Valli di Lanzo, dove un ragazzino di 13 anni malato di diabete e con disturbi dell’apprendimento, da ormai due anni, subisce umiliazioni fisiche e verbali da parte di alcuni compagni di classe e dai docenti.

A rendere pubblica la notizia è stato il padre del ragazzo, stanco di dover vedere il figlio subire questi atteggiamenti ed incredulo di fronte alla scelta dei professori di non agire in difesa del 13enne.

Dopo anni di umiliazioni verbali arrivano le prime aggressioni fisiche, che hanno convinto il padre del ragazzo a denunciare il tutto ai carabinieri. A gennaio risale una delle aggressioni più violente, in cui due compagni di classe hanno sbattuto la testa del 13enne contro il termosifone. Così come racconta il padre, il fatto è stato riportato nel registro elettronico di classe, in cui si è specificato l’utilizzo di impacchi di ghiaccio sul capo del figlio, ma nessuno ha poi preso dei provvedimenti contro la violenza e, anzi, gli episodi di bullismo sono ripresi senza alcun rimprovero.

Umiliazioni anche dai professori

L’ultimo episodio è di queste ultime settimane, quando due compagni di classe della vittima hanno preso a calci lo zaino del ragazzino, rompendogli il sondino dell’insulina che il 13enne deve portare sempre con sè a causa del diabete di cui soffre dall’età di 8 anni. Quando il padre si è recato dai professori per chiedere un provvedimento contro i bulli, gli è stato risposto che “poteva agire come meglio credeva“: così, l’uomo ha deciso di affidarsi alla legge denunciando l’accaduto.

Nella denuncia rilasciata dall’uomo ai carabinieri della Compagnia di Venaria, è possibile leggere anche il coinvolgimento di due professori nelle umiliazioni verbali che il 13enne ha dovuto subire. Uno dei docenti ha infatti scherzato e ripreso il ragazzo durante i pasti, sottolineando il suo peso e la malattia di cui soffre, mentre un secondo professore ha letto ad alta voce e di fronte alla classe gli errori fatti dallo studente durante un compito.

Abbiamo deciso di ricorrere ai carabinieri perché non ce la facciamo più“, racconta il padre descrivendo il comportamento maturo del figlio che, nonostante le terribili violenze psicologiche e fisiche subite, non ha mai reagito, sottolineando però la sofferenza che sta provando nonostante il suo silenzio. “Ci mettiamo ora nelle mani della legge, sperando in una tutela maggiore” conclude, mentre le indagini sono in corso per trovare riscontri su quanto denunciato.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Questi atteggiamenti sono da condannare nel modo più grave. Oltre ad avere di fronte dei ragazzi che aggrediscono i più deboli, abbiamo anche a che fare con professori incompetenti che stanno zitti di fronte a queste violenze e che, anzi, peggiorano la situazione scherzando e umiliando il povero alunno. Questi sono traumi che il bambino si porterà dentro per tutta la vita.

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