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Terni: ha confessato il pusher che vendette del metadone ai due 15enni morti

Sono stati trovati morti nei loro letti, due amici di 15 e 16 anni, a Terni. Dopo varie indagini si è scoperto che è stato somministrato loro, la sera prima, da un pusher tossicodipendente, a cui veniva fornito al sert, il metadone.

Cronaca
Pubblicato il 9 luglio 2020, alle ore 20:34

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Terni: ha confessato il pusher che vendette del metadone ai due 15enni morti

Sono stati trovati morti, la stessa mattina, nei loro letti due giovani ragazzi di Terni di 15 e 16 anni, Gianluca Alonzi e Flavio Presuttari, due amici che si erano visti la sera prima per giocare una partita di pallone nel quartiere di San Valentino. I due amici avrebbero accusato un malore e sarebbero stati accompagnati a casa da alcuni amici.

Il caso è stato risolto grazie all’aiuto dei giovani amici che hanno fornito fin da subito validi elementi per risolvere l’indagine. Secondo il procuratore della Repubblica di Terni queste sono tragedie che non dovrebbero mai più accadere perché c’è qualcosa di sbagliato nel sistema. Bisogna avere un dialogo aperto con i giovani, visto che anche questo è un caso che coinvolge tutta la collettività.

Il colpevole è un pusher, un 41enne che avrebbe fornito del metadone la sera prima ai due giovani, bramosi di provare una nuova esperienza. La stessa droga sarebbe stata fornita dal Sert all’uomo, un tossicodipendente. L’uomo avrebbe incontrato i ragazzi tra le 21 e le 21.30 di lunedì 6 luglio. Secondo l’avvocato dell’uomo, Massimo Carignani, serve ancora una perizia tossicologica per delineare le cause della morte dei due giovani.

I ragazzi godevano di ottima salute, ma avrebbero acquistato una boccetta dal pusher contenente metadone e codeina, trovata nella sua casa dai carabinieri durante la perquisizione. Oggi è prevista l’udienza di convalida del fermo. Il pusher avrebbe subito affermato la sua colpevolezza. Terni intanto è una città sotto choc. Le famiglie, i genitori, le istituzioni si interrogano su una tragedia che segna inevitabilmente la collettività.

Il tenente colonnello Stefano Verlengia, alla guida del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri di Terni, afferma che sono due vite strappate via troppo presto. Le responsabilità sono di tutti, sebbene per questi ragazzi sia ormai troppo tardi. “Non si può tornare indietro“, ma bisogna “combattere affinché certe tragedie non capitino più. Abbiamo il dovere di farlo“.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Sono esterrefatta da come i giovani oggi abbiano libero accesso alle droghe e decidano di sballarsi liberamente solo per fare una ragazzata e per puro divertimento. Mi domando sempre dove siano i genitori di questi ragazzi di soli quindici anni quando quelli della mia generazione venivano spesso controllati. C'è troppa libertà al giorno d'oggi e questa volta sono state queste giovani vite spezzate a pagare.

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