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Venezia

Si stimano ancora i danni dell’acqua alta subiti da Venezia lo scorso novembre

La bellissima città di Venezia è ancora alle prese con le conseguenze dell'enorme "acqua alta" del novembre 2019. I danni ammontano a milioni di euro ed i veneziani tentano di tutto per ricostruire la loro amata città.

Cronaca
Pubblicato il 10 febbraio 2020, alle ore 15:00

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Si stimano ancora i danni dell’acqua alta subiti da Venezia lo scorso novembre

Tutto quello che è accaduto non è del tutto nuovo per i veneziani, lo hanno fatto più e più volte perché la città non è mai stata in grado di costruire un’adeguata protezione dalle inondazioni. Ed in tempi di cambiamenti climatici e di continuo innalzamento del livello del mare, tutti sanno che questa non è stata probabilmente l’ultimaacqua alta che Venezia vedrà.

La gente del posto si è abituata a costruire passerelle in città d’inverno per consentire ai turisti di attraversare il centro storico allagato con i piedi asciutti. Ma l’intensità dell’alluvione dello scorso novembre 2019 è stata travolgente anche per i veneziani stessi. I danni subiti da hotel, ristoranti e negozi costeranno milioni e milioni di euro, cifre ancora in fase di estimo.

Le conseguenze dell’alluvione per tutte le chiese e i tesori d’arte non sono ancora prevedibili o calcolabili. Il sale e l’acqua sporca attaccheranno i preziosi mosaici dei palazzi e le oltre 50 chiese allagate in tutta la città. Nel 2003 è iniziata la costruzione del progetto della barriera anti-inondazione “M.O.S.E.”, per proteggere la città da ulteriori catastrofiche “Acqua Alta”.

Mentre i veneziani attendono ormai da quasi venti anni il completamento di questo progetto, la verità è che la progettazione di un sistema di protezione dalle inondazioni è iniziata già nel lontano 1987. Nel settembre 2019 3 ingegneri di un gruppo no-profit di consumatori ed ambientalisti hanno dichiarato che, a loro modesto parere, “M.O.S.E.” si basava su presupposti sbagliati e non avrebbe mai potuto funzionare così come è stato progettato e costruito.

I 3 ingegneri chiamano l’intero progetto “M.O.S.E.” un vero e proprio “gioco d’azzardo”. Le voci dell’organizzazione no-profit dei veneziani chiamata “We Are Here Venice” affermano che se il progetto “M.O.S.E.” dovesse mai funzionare, sarebbe già in uso adesso, in questo momento. Questa affermazione dimostra perfettamente che i veneziani sembrano aver perso la fiducia nella loro città tanto amata. E solo il tempo mostrerà, come Venezia affronterà questa violenta crisi.

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Cosa ne pensa l’autore
Carlo Crescenzi

Carlo Crescenzi - Ho visitato Venezia da piccolo con i miei genitori e ho ovviamente sentito ed assistito alla forza immensa dei veneziani grazie a un servizio stratosferico di Diego Bianchi, conduttore del programma "propaganda live". Tutti i veneziani sono forti, lo hanno mostrato e ribadito più volte, temo però che il MOSE sia stata una pessima idea e sia stato uno spreco di soldi allucinante.

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