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Salerno, smentito il caso di razzismo del ragazzo ivoriano in ospedale

La frase pronunciate da un’infermiera, "devi morire" erano rivolte ad operatore sanitario e non al 20enne ivoriano che si era recato nel nosocomio per dolori al petto

Cronaca
Pubblicato il 27 febbraio 2019, alle ore 13:55

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Salerno, smentito il caso di razzismo del ragazzo ivoriano in ospedale

Nei giorni scorsi aveva fatto discutere il video pubblicato sui social da un 20enne immigrato ivoriano, Souleymane Rachidi, che denunciava un presunto episodio di razzismo avvenuto nei suoi confronti nell’ospedale Curteri di Mercato San Severino, nel Salernitano.

Il ragazzo si era presentato al nosocomio con un dolore al petto; gli infermieri lo avevano sistemato al Pronto Soccorso in attesa di essere visitato dai medici. Nel frattempo il giovane si era messo a giocherellare con lo smartphone e aveva registrato un filmato nel quale si sentiva una infermiera pronunciare frasi apparentemente razziste: “Non ti devi far vedere più qui. Devi morire, devi morire, devi morire”.

La smentita

Dopo essere stato pubblicato, il video era diventato subito virale e divulgato dalla cronaca nazionale come un caso di razzismo. Le indagini interne all’ospedale, però, hanno accertato che la frase dell’infermiera non era rivolta al giovane ivoriano.

L’operatrice sanitaria, infatti, pur ammettendo di aver detto quelle parole, ha però precisato che non erano rivolte all’immigrato ma a un suo collega che si trovava nei paraggi. Queste parole, scherno tra colleghi, sono costate alla donna un procedimento disciplinare.

La direzione dell’ospedale aveva, infatti, ascoltato tutto il personale del Pronto Soccorso presente nel turno di servizio, oltre a svariati testimoni, non dipendenti, presenti al momento dell’episodio. Tutti hanno confermato la versione dell’infermiera, che però è stata comunque richiamata poiché la sua frase costituirebbe un atteggiamento non ammissibile e passibile di censura in ambito lavorativo.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Essere accusati di razzismo, xenofobia, discriminazione etnica, razziale, sessuale e religiosa è molto facile per via delle parole e della facilità con cui ci si esprime anche in pubblico senza pensare. Forse, il mondo, è dominato da una colossale paranoia.

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