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Salerno: fermato alla stazione l’uomo che ha ucciso la figlia di 8 mesi

Il corpo della piccola riportava lesioni e lividi. Gli investigatori: "i ripetuti maltrattamenti e l’omissione reiterata dei necessari soccorsi" avrebbero causato il decesso della piccola.

Cronaca
Pubblicato il 25 giugno 2019, alle ore 08:32

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Salerno: fermato alla stazione l’uomo che ha ucciso la figlia di 8 mesi

Il padre della bimba di 8 mesi che sabato notte è morta a Sant’Egidio del Monte Albino (Salerno) è stato arrestato. Jolanda era giunta all’ospedale di Nocera in gravi condizioni: i medici sul corpicino avrebbero trovato lividi e lesioni.

Il padre di Jolanda, G.P., è indagato per omicidio volontario aggravato insieme alla moglie. Il provvedimento di custodia in carcere è scattato proprio per il pericolo di fuga. Sentiti i medici, secondo gli investigatori “i ripetuti maltrattamenti e l’omissione dei soccorsi” sarebbero all’origine del decesso della piccola.

Storie al margine

La bambina era arrivata verso le 3.30 di sabato notte all’ospedale di Nocera Inferiore, quando ormai non si poteva fare più nulla per lei. Jolanda era già morta. Mentre all’ospedale si eseguiva l’autopsia sul corpo della piccola, il padre cercava di scappare. L’autopsia ha registrato che il corpo della bimba era segnato da lividi, lesioni ed escoriazioni simili a bruciature, sofferenze subite ripetutamente.

Il padre di Jolanda è stato sorpreso domenica pomeriggio alla stazione di Salerno, raggiunta con l’autobus: probabilmente voleva scappare via. Per questo la procura di Nocera Inferiore ha dovuto emettere “il decreto di fermo di indiziato di delitto per omicidio volontario aggravato nei confronti” dell’uomo, “padre della piccola Jolanda, principale indiziato per la morte della bambina”, scrive ilmattino.it.

La famiglia di Jolanda, secondo le prime ricostruzioni, aveva qualche difficoltà. Il padre, un uomo di 37 anni, aveva già diversi precedenti a suo carico: da poco tempo aveva lasciato una comunità di recupero per tossicodipendenti ed era tornato in famiglia nel Salernitano. Con la moglie c’erano altri due bimbi, Jolanda di 8 mesi e un bambino di 2 anni.

I vicini raccontano che c’erano litigi e “spesso violenze in quella famiglia“.  Un altro testimone riferisce: “Tutti sapevamo, il papà aveva precedenti e un passato nella tossicodipendenza. L’uomo picchiava la moglie e spesso sentivamo i bambini piangere“. Purtroppo, nessuno ha mai pensato di sporgere denuncia: forse nessuno avrebbe mai pensato ad un tragico epilogo.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che situazioni familiari simili andrebbero monitorate, al di là del fatto che i vicini ne parlino o meno, sporgano denunce e chiamino il 112, perché un uomo con precedenti che esce da una comunità di recupero per tossicodipendenti andrebbe accompagnato per la sicurezza della sua famiglia, ma anche per il suo pieno recupero.

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Commenti
Claudia Marinescu
Claudia Marinescu

25 giugno 2019 - 12:56:21

Che orrore!!!!

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Claudia Marinescu
Marilena Carraro

25 giugno 2019 - 13:48:08

Già, un'enorme tristezza

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