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Roma

Roma, sedicenni passate con il verde: dinamiche da ricostruire

Il legale della famiglia di Camilla ritiene che le due sedicenni siano passate con il verde, mentre quello della famiglia di Gaia chiede "rispetto" e silenzio.

Cronaca
Pubblicato il 30 dicembre 2019, alle ore 19:42

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Roma, sedicenni passate con il verde: dinamiche da ricostruire

Il semaforo pedonale dove Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli sono state investite da Pietro Genovese, alla guida della sua auto, nel quartiere romano di Ponte Milvio, praticamente non ha il giallo, ma soltanto un lampeggiare del verde per pochi secondi che dovrebbero bastare per fa muovere i pedoni.

Le due sedicenni avrebbero iniziato ad attraversare la strada sulle strisce pedonali con il semaforo verde, ma il lampeggio giunto all’improvviso si è subito spento e insieme a lui le due giovani vite. A mettere in questione i tempi del semaforo di Corso Francia è stato il legale della famiglia Romagnoli, l’avvocato Cesare Piraino, che nell’atto depositato oggi in procura a Roma chiede ai pm di verificare anche questo aspetto.

Secondo quanto scrive Piraino: “Il semaforo per l’attraversamento pedonale ha una peculiarità obiettiva: non prevede, per avvertire i pedoni dell’imminente sopraggiungere” del lasciapassare verde per le “automobili con il ‘giallo per i pedoni'”, ma il verde per i pedoni dura circa 26 secondi e mezzo, cui segue un verde lampeggiante della durata di tre secondi e 40, e subito dopo scatta il rosso per i pedoni. Un secondo dopo scatta il verde per le automobili della carreggiata.

Per l’avvocato Piraino, “la circostanza appare determinante sul profilo probatorio”: se è vero che Pietro Genovese sia giunto sulle strisce pedonali con il verde e che una macchina si sia fermata per far passare le due giovani, ciò significa che, iniziato l’attraversamento con il verde, non abbiano avuto il tempo di giungere all’altro lato della strada per la brevità del “verde lampeggiante“. Pertanto, scrive l’avvocato, “si chiede e conseguentemente di accertare compiutamente la circostanza; il discorso che si ribadisce si ritiene rilevante ai fini probatori e cio’ all’esclusivo fine dell’accertamento della verità“.

La perizia dell’avvocato Piraino porta a riflettere e a prendere posizione sulle diverse responsabilità, quella del conducente dell’auto, ma anche quella di chi dovrebbe provvedere alla manutenzione della sicurezza stradale.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che il silenzio e il rispetto siano dovuti. Tutti hanno qualcosa da dire, da aggiungere, un frammento di "si dice". E perciò condivido quanto la famiglia di Gaia chiede. Ma penso anche che la verità debba essere fatta, perché potrebbe evitare altre lacrime. A volte anch'io mi chiedo come fa' un anziano o una mamma con bimbi piccoli ad attraversare la strada.

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