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Roma

Roma, le colpe dei padri ricadono sui figli: arrestato il padre di Desirée

Il padre di Desirée Mariottini, la ragazza uccisa a 16 anni, coinvolto in un blitz antidroga a Cisterna di Latina, è stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti.

Cronaca
Pubblicato il 17 aprile 2020, alle ore 18:32

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Roma, le colpe dei padri ricadono sui figli: arrestato il padre di Desirée

Gianluca Zuncheddu, questo il nome del padre di Desirèe Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina uccisa a Roma il 18 ottobre 2018, in uno stabile abbandonato a San Lorenzo, è rimasto coinvolto nell’operazione denominata Buffalo.

Il padre, con divieto di allontanamento dalla figlia poiché frequentava brutti giri, attualmente sarebbe stato indagato per reiterazione del reato. Coinvolto in un giro di sostanze stupefacenti, già all’epoca, sarebbe stato arrestato a Cisterna di Latina.

Già noto alle forze dell’ordine, nel 2012, il padre di Desirèe, che aveva imbastito una sorta di Scampia, visto che gestiva un gruppo del suo quartiere denominato San Valentino con tanto di pali pronti ad avvisare se le pattuglie della polizia si fossero avvicinate, ha reiterato il reato.

Le indagini sono partite otto mesi prima della morte di Desirèe, dopo che un giovane ha denunciato di essere stato minacciato da pusher per pagare un debito di droga contratto dal cugino. A seguito delle indagini, gli investigatori sono risaliti a un ampio spaccio di droga dovuto ad un giro di telefonate tra compratori e pusher che cambiavano spesso zone, per non destare sospetti.

A seguito delle indagini, il 30 giugno 2018 sono stati arrestati tre pusher tra cui il padre di Desirèe che era proprio a capo delle operazioni mentre gli altri due facevano intimidazioni agli investigatori e alle loro famiglie, sparando alcuni colpi di pistola verso l’Arma dei carabinieri, appostandosi, cercando le auto private dei carabinieri. Sono dunque stati arrestati per estorsione, spaccio e attentati nei confronti dell’Arma dei carabinieri.

Sono stati dunque portati a processo ed arrestati Luca di Noia e Vincenzo Avagliano, perché coinvolti nell’attentato – a colpi di pistola – verso un maresciallo dei carabinieri, ed arrestato il padre di Desirèe, con l’accusa di essere uno degli organizzatori per i rifornimenti di sostanze stupefacenti nel suo quartiere.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - È deprecabile il gesto che ha compiuto il padre di Desirèe dopo aver perso la figlia in quella maniera. Accuso fermamente il padre per aver portato la figlia sulla cattiva strada e di non averla saputa difendere, ed è terribile sapere a distanza di anni che abbia potuto svolgere un'azione cosi abbietta.

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