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Venezia

Ritrovata nella notte, a Zagabria, la bambina rapita

La bambina di otto anni, rapita ieri in pieno centro a Mestre, pare si trovi a Zagabria con la madre. Le indagini continuano, per chiarire il rapporto tra i due uomini e la madre.

Cronaca
Pubblicato il 14 maggio 2017, alle ore 12:01

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Ritrovata nella notte, a Zagabria, la bambina rapita
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La bambina era stata sequestrata poche ore prima a Mestre da qualcuno che il padre della piccola conosceva. La notizia è balzata nei notiziari nazionali di prima serata. La bambina, ha comunicato più tardi la Procura distrettuale antimafia di Venezia, è stata ritrovata, si dice con la madre, a Zagabria, e sta bene, non avendo subito violenza alcuna.

Pare che la piccola sia stata riconsegnata alla madre in modo spontaneo da chi l’aveva rapita. La direzione distrettuale antimafia (DDA) continua, comunque, le sue ricerche perché vuole definire ogni dettaglio della vicenda.

L’allarme del rapimento era scattato nella tarda mattinata di ieri, quando il padre della piccola si era presentato in questura a denunciare il rapimento della sua bambina, di appena 8 anni.

L’uomo, in questura, ha raccontato che erano arrivati in mattinata da Zagabria, e si trovavano in un parcheggio in zona Piazza Barche a Mestre, quando il terzo passeggero, un croato forse di etnia rom, approfittando dell’allontanamento del padre dall’auto per una commissione, se ne sarebbe andato con sua figlia che stava a bordo dell’auto, una Peugeot 308 Station Wagon scura.

Poco istanti dopo, con un sms, gli sarebbe arrivata la richiesta di riscatto “Dammi i soldi o non la rivedrai“, un messaggio piuttosto inquietante. Subito, l’uomo si è rivolto alle forze dell’ordine nella speranza di ritrovare in fretta la figlia.

Il caso è sempre seguito dalla squadra mobile di Venezia che vuole capire i rapporti precedenti tra i due uomini coinvolti e la madre: non è chiaro se, nel fatto accaduto, sia coinvolta pure lei. La squadra mobile non esclude, nelle sue ricerche, che il rapimento possa essere ricondotto a una faida tra famiglie rom.

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Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - Tutto è bene ciò che finisce bene, per la famiglia e la piccola. Il rapitore, durante il viaggio, avrà convinto la bambina che stava ritornando alle braccia materne. La piccola se ne sarà stata serena per tutto il tempo, e realmente il viaggio è finito così: in braccio alla mamma. Peccato che la storia non si scriva così: è, quindi, giusto e doveroso che il fatto accaduto venga chiarito.

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