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Pusher con reddito di cittadinanza arrestati a Lamezia Terme

Un'operazione antidroga delle fiamme gialle di Catanzaro ha portato a 19 ordini di custodia cautelare nei confronti di 19 cittadini, 8 dei quali erano destinatari del reddito di cittadinanza.

Cronaca
Pubblicato il 14 novembre 2019, alle ore 00:43

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Pusher con reddito di cittadinanza arrestati a Lamezia Terme

Nella giornata di martedì 12 novembre è andato in scena un blitz delle fiamme gialle contro il degrado e lo spaccio di stupefacenti nel quartiere di “Ciampa Cavallo”, a Lamezia terme, nel catanzarese.

Secondo quanto emerso in seguito ad una operazione antidroga della guardia di finanza di Catanzaro, il gip di Lamezia Terme ed il tribunale dei minori di Catanzaro hanno emesso 19 ordinanze di custodia cautelare.

A finire nell’occhio del ciclone ci sono 19 cittadini di etnia rom: nel gruppo criminale erano presenti anche 3 minorenni. I delinquenti, infatti, non si limitavano a spacciare droga, tanto che 8 dei 19 erano anche beneficiari del reddito di cittadinanza che dovrebbe essere erogato in aiuto delle famiglie in gravi difficoltà finanziarie e che potrebbe permettere a queste di provvedere ai bisogni essenziali.

Niente di tutto questo: i soldi del reddito di cittadinanza erano destinati a spacciatori che a lavorare non sembravano proprio interessati. Traffico e spaccio di sostanze stupefacenti sono i reati contestati ai 19 in seguito all’operazione, che riportava il nome di “Scacco alla regina“.

Non è la prima volta che gli uomini delle forze dell’ordine scoprono questi furbetti sfacciati che, infatti, non si limitano solo a commettere reati di spaccio, ma sembrano volere prendersi gioco della legge e dei cittadini, visto che si avvalgono di un aiuto che potrebbe essere rivolto a persone che ne hanno realmente bisogno, ma che viene messo nelle mani di delinquenti in seguito ad iter burocratici veramente lunghi.

Lo stato italiano dovrà in futuro effettuare maggiori controlli riguardanti i beneficiari del reddito, in quanto sono utili per individuare tutti i furbetti che tolgono una possibilità di rinascere a tutte le persone bisognose e ai cittadini in difficoltà, che non hanno niente a che vedere con i 19 spacciatori che sono stati arrestati.

Risolvere questa situazione critica è dunque uno degli obbiettivi principali, in quanto non è poi così facile tenere sotto controlli più severi i beneficiari del reddito di cittadinanza. Si necessita di una grande organizzazione per contrastare il fenomeno dei falsi poveri, e far sì che gli aiuti arrivino a famiglie realmente bisognose.

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Cosa ne pensa l’autore
Giacomo Ligi

Giacomo Ligi - Come ho già detto in articoli precedenti, penso che il reddito di cittadinanza sia una buona idea per aiutare famiglia bisognose: si necessita però una migliore organizzazione per evitare che episodi tristi come questo avvengano di nuovo. Ci vogliono punizioni più severe per tutti i furbetti ed un maggior controllo ai beneficiari.

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