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Pordenone, omicidio Trifone e Teresa: confermato l’ergastolo per Ruotolo

Arriva la sentenza definitiva per l'omicidio dei due fidanzati Trifone e Teresa, avvenuto nel marzo 2015 a Pordenone. Accusato di omicidio, Ruotolo è condannato all'ergastolo. In aula le urla di disapprovazione della madre.

Cronaca
Pubblicato il 3 marzo 2019, alle ore 12:31

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Pordenone, omicidio Trifone e Teresa: confermato l’ergastolo per Ruotolo

A distanza di qualche giorno dal quarto anniversario della morte dei due fidanzati, Trifone e Teresa, avvenuta il 17 marzo 2015, è stata confermata la condanna all’ergastolo per l’unico sospettato dell’omicidio, Giosuè Ruotolo. La sentenza era già stata emessa nel novembre 2017 ma, così come spiega il legale dell’imputato, era convinto di riuscire ad assolvere il suo assistito per la mancanza di prove.

La madre di Ruotolo ha commentato la sentenza definitiva del figlio allontanandosi dall’aula con disapprovazione e facendo cenno di dissenso con la testa: anche il legale di Ruotolo ha fatto delle dichiarazioni muovendo critiche verso una decisione presa senza alcuna prova.

La sentenza

Quello di Trifone e Teresa è stato un omicidio che ha scosso l’intera comunità di Pordenone e le città d’origine dei due ragazzi. Trifone Ragone e la fidanzata Teresa Costanza, sono stati ritrovati privi di vita all’interno della loro macchina parcheggiata presso la palazzina di Pordenone. Era il 17 marzo del 2015. Ad uccidere la coppia, molto conosciuta nel luogo, sono stati dei colpi di pistola.

L’unico indagato per l’omicidio è stato fin da subito Giosuè Ruotolo, nome che è venuto fuori, con le indagini, dopo pochi giorni. . Il ragazzo, di origini napoletane, era un commilitone e coinquilino di Trifone. Secondo l’accusa, Ruotolo era geloso di Teresa, e per questo avrebbe iniziato ad inviare in forma anonima dei messaggi alla ragazza fingendosi l’amante del fidanzato. Successivamente, quando Trifone ha scoperto che era proprio Giosuè a nascondersi dietro a quella storia, i due avrebbero litigato, e Trifone lo avrebbe anche minacciato di denunciarlo. Questo, secondo l’accusa, è stato il movente di Giosuè che, impaurito dalle conseguenze della denuncia, ha ucciso entrambi i ragazzi.

Il legale dell’accusato però, afferma che non esiste alcuna prova scientifica che testimoni la presenza di Ruotolo sulla scena del delitto, ed anche l’assenza di testimoni che possano confermare il movente. Per questo, l’avvocato Rigori Stern, era convinto di poter fare assolvere il suo assistito; adesso, Giosuè è molto affranto per la condanna e ha affermato che non è giusto che paghi per qualcosa che non ha commesso. Il ragazzo si trova ora presso il carcere di Belluno.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Questi sono casi molto complicati e soprattutto molto difficili da commentare. Ci troviamo di fronte ad un avvocato che afferma manchino le prove che testimonino la colpevolezza del proprio assistito, ed una giuria che ha invece trovato più che ragionevole la condanna a Ruotolo, unico sospettato. Noi siamo fiduciosi del lavoro svolto dagli inquirenti.

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