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Pesaro-Urbino, condannati a 3 mesi i genitori del piccolo Francesco: morto per otite dopo cura omeopatica

Morto a 7 anni per un'otite curata con rimedi omeopatici e degenerata in encefalite, i genitori sono stati ora condannati a 3 mesi di carcere. Indagato anche il medico curante.

Cronaca
Pubblicato il 7 giugno 2019, alle ore 08:50

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Pesaro-Urbino, condannati a 3 mesi i genitori del piccolo Francesco: morto per otite dopo cura omeopatica

È arrivata ieri la decisione presa dal gup Paola Moscaroli sui due genitori del piccolo Francesco Bonifazi, morto due anni fa a seguito di un’otite degenerata in encefalite dopo essere stata trattata con rimedi omeopatici. Sono stati confermati i tre mesi di carcere con pena sospesa per Marco Bonifazi e Maristella Olivieri, accusati di concorso in omicidio colposo e presenti entrambi in aula alla lettura della sentenza ed assistiti dall’avvocato Federico Gori.

Indagato per questa terribile vicenda anche il medico curante, Massimiliano Mecozzi, che ha prescritto le cure omeopatiche al bambino di soli 7 anni nonostante i 15 giorni di febbre alta che sembrava non voler migliorare. Il giudice ha deciso il rinvio a giudizio per il medico, ed il suo processo si aprirà il 24 settembre. L’uomo non era presente in aula.

Era il 27 maggio 2017 quando Francesco, di soli 7 anni, è deceduto presso l’ospedale Salesi di Ancona, dopo essere stato trasferito d’urgenza da Urbino per un’encefalite degenerata da una semplice otite curabile con qualche giorno di antibiotici. Nonostante l’intervento eseguito disperatamente sul piccolo, dopo tre giorni il suo cuore ha cessato di battere. Da qui si sono aperte le indagini che hanno portato alla luce le cure omeopatiche prescritte dal Dott. Mecozzi nonostante si trovasse di fronte un bambino gravemente malato e bisognoso di cure mediche.

Il racconto del nonno di Francesco

E’ stato il nonno del piccolo Francesco a raccontare la storia del nipote e dei suoi genitori, che si sono detti favorevoli agli antibiotici, ma preoccupati per il figlio poichè soggetto spesso a malattie e quindi sottoposto numerose volte a farmaci che lo avrebbero indebolito ulteriormente. Avendo già avuto benefici in passato con l’omeopatia, è stato questo il motivo che ha spinto la mamma ed il papà a ricorrere nuovamente a queste cure. Secondo quanto affermato infatti, il piccolo continuava ad avere alti e bassi, ed è stato impossibile per i genitori rendersi conto della gravità della situazione fino a quando non è risultato troppo tardi.

Il nonno del bambino parla di una famiglia distrutta che probabilmente non sarà più in grado di ritornare ad essere felice, continuando a sperare in una giustizia perchè il medico Mecozzi, già sospeso dall’Ordine dei medici fino al processo, paghi per quello che ha fatto. L’anziano infatti afferma che sia stato lui ad insistere perchè Francesco continuasse con queste cure poichè i farmaci lo avrebbero reso sordo per tutta la vita, aggiungendo anche che non fosse necessario il suo ricovero in ospedale. I genitori però, vista la grave salute del bambino, hanno deciso di andare contro il medico e portarlo presso la struttura ospedaliera, sfortunatamente però troppo tardi.

Ministro della Salute: “I genitori vanno guidati”

Sulla vicenda si è espressa anche il ministro della Salute Giulia Grillo. “Non si può morire per un’otite“, afferma Grillo aggiungendo che i genitori vanno guidati verso una scelta consapevole e basata soprattutto sull’evidenza dei riscontri medici. Un pensiero anche al medico Mecozzi, a cui vuole sottolineare che l’essere medico vuol dire seguire scienza e coscienza, aggiungendo che tutti loro hanno giurato di salvare la vita ai pazienti.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una storia che ha lasciato sin dall'inizio senza parole. Una giovanissima vita è stata strappata a causa di una cura omeopatica. È vero che spesso tendiamo a dare la colpa ai genitori per la loro mentalità chiusa di fronte a queste cure, ma dobbiamo ricordarci che è il medico la guida più importante in questi momenti.

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