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Parma, 18enne minacciata dalla famiglia: "o lo sposi o ti ammazzo"

Dopo anni di soprusi in famiglia, il padre la minaccia "o lo sposi o ti ammazzo". Raggiunta la maggiore età, la 18enne trova il coraggio di denunciare la famiglia.

Cronaca
Pubblicato il 25 dicembre 2018, alle ore 09:24

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Parma, 18enne minacciata dalla famiglia: "o lo sposi o ti ammazzo"

Dopo i fatti accaduti a dicembre nel mantovano, dove una ragazza di origine indiane è stata segregata in casa, anche in un paese in provincia di Parma, a Colorno, un’altra ragazza di origini indiane ha dovuto subire per tutta la vita le violenze dei suoi familiari.

In questo caso ad aver trovato il coraggio dopo l’ennesima minaccia, è stata proprio la 18enne, che ha aspettato di compiere la maggiore età per poter così essere indipendente e denunciare ai Carabinieri tutto quello che era stata costretta a subire all’interno delle mura domestiche.

La denuncia

E’ stato Filippo Collana, comandante della stazione Carabinieri di Colorno, a spiegare quanto accaduto e a raccogliere la denuncia della giovane ragazza indiana. La vita della 18enne è stata sempre controllata minuziosamente dalla famiglia. Alla figlia non veniva concessa alcuna decisione, ed anche il suo abbigliamento e gli amici da frequentare venivano decisi dai suoi genitori. In caso di sgarro da parte dela giovane, veniva sottoposta a punizione corporali.

A dare il coraggio alla 18enne di denunciare la famiglia, è stata l’ennesima minaccia del padre. L’uomo ha avvisato la figlia che l’avrebbe uccisa se non avesse voluto sposare chi scelto da lui. Questo, unito al raggungimento della maggiore età, ha portato la giovane a fare il grande passo.

Arrivata presso i Carabinieri di Colorno, la 18enne ha raccontato la sua storia denunciando l’intera famiglia. Ora la giovane è stata portata in un luogo protetto e costantemente sorvegliato, mentre i suoi familiari sono stati denunciati per minacce e maltrattamenti, ed è stato vietato loro l’avvicinamento alla ragazza.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Purtroppo ognuno è abituato a vivere secondo le proprie tradizioni, questo però non vuol dire che la violenza possa essere accettata. In particolar modo quando ci troviamo di fronte a giovani ragazzi che non vogliono vivere secondo la loro tradizione, e vogliono così scappare in un mondo diverso. Dobbiamo dare a tutti la libertà di scegliere.

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