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Mantova, segregata dalla famiglia per allontanarla dal fidanzato

Un fidanzato di un ceto sociale inferiore a quella della figlia, per questo i familiari hanno segregato la ragazza per allontanarla dal giovane che avrebbe voluto sposare.

Cronaca
Pubblicato il 2 dicembre 2018, alle ore 17:12

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Mantova, segregata dalla famiglia per allontanarla dal fidanzato

Nonostante sia stata celebrata da poco la giornata nazionale contro la violenza sulle donne, continuano ad arrivare ininterrottamente segnalazioni di maltrattamenti su giovani ragazze e non. A coprire le prime pagine dei giornali di oggi, una storia che proviene dal mantovano, dove una ragazza è stata segregata in casa dalla stessa famiglia per paura potesse sposare il compagno appartanente ad un ceto sociale più basso del loro. 

La ventenne è rimasta rinchiusa in casa per alcuni giorni prima che le forze dell’ordine potessero intervenire e liberare la giovane. Una storia che ha lasciato senza parole gli abitanti della zona, e descritta con parole molto forti dall’assessore della sicurezza lombardo Riccardo De Corato, che ha confrontato la situazione accaduta alla giovane con le violenze patite dalle donne islamiche e non, trattate alla stregua di oggetti, di cui si è sentito parlare spesso tra Milano e Lombardia.

La segregazione

La giovane ventenne era da tempo fidanzata con un suo coetaneo la cui unica colpa, secondo i genitori della ragazza, era quella di appartenere ad un ceto inferiore al loro. Entrambi i protagonisti di questa storia sono indiani, e vivono nell’Alto Mantovano dove risiedono molte persone con la stessa originale che lavorano nelle aziende agricole o come mungitori.

Dopo aver subito molte minacce di morte per lasciare il fidanzato, la ragazza ha espresso il desiderio di sposarlo, e per questo l’intera famiglia si è resa complice di un vero e proprio sequestro. La ventenne è stata rinchiusa in un’abitazione senza poter uscire. Non è chiaro se sono stati i vicini della famiglia o qualcuno proprio all’interno del nucleo familiare a dare l’allarme alle forze dell’Ordine, ma quando gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Mantova hanno ricevuto la soffiata, hanno subito iniziato le indagini scoprendo l’edificio in cui era stata nascosta la ragazza.

Un blitz ha così fatto rivedere la luce alla giovane innamorata, che senza esitazione ha rivelato alla Polizia quanto accaduto, ed è stata portata in un’abitazione segreta dove non possa più ricevere alcun tipo di violenza. Tutti i parenti complici del reato sono stati denunciati di sequestro di persona, minaccia e maltrattamenti in famiglia.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Sembra davvero di aver fatto un salto in dietro nel passato nel rileggere quanto accaduto in provincia di Mantova. Com'è possibile che avvengano ancora questo genere di cose per un ceto sociale? Ci ritroviamo ogni giorno a combattere contro la violenza e per l'amore sotto ogni forza, e poi ci ritroviamo di fronte a queste cose.

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