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Roma

Papa Francesco apre il summit in Vaticano sulla Pedofilia: "Ci vuole concretezza"

Dal 21 al 24 febbraio, in Vaticano, si cercano le misure concrete per sconfiggere la pedofilia nella Chiesa. Papa Francesco chiede coraggio e concretezza a nome del Popolo di Dio.

Cronaca
Pubblicato il 21 febbraio 2019, alle ore 14:26

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Papa Francesco apre il summit in Vaticano sulla Pedofilia: "Ci vuole concretezza"

Quattro giorni in Vaticano, dal 21 al 24 febbraio 2019, per discutere sulla “Protezione dei minori nella Chiesa“, come dice il titolo del summit. Ad aprire le giornate di riflessione il pensiero di Papa Francesco che esorta alla concretezza: “Il popolo di Dio ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre“. 

Sono 190 le persone che, nell’Aula Nuova del Sinodo, ascoltano il Pontefice. Ci sono i vescovi presidenti delle Conferenze episcopali della Chiesa Cattolica, i capi delle Chiese orientali cattoliche, i rappresentanti dell’Unione dei Superiori generali e dell’Unione internazionale delle Superiore generali, i membri della Curia romana e del Consiglio di Cardinali. Il Papa è schietto, non usa giri di parole. 

Il discorso d’apertura

Gli abusi sessuali su minori, compiuti da uomini di Chiesa, – ha detto Papa Francesco – sono una piaga. Questo il motivo della convocazione in Vaticano di tante figure importanti per la loro responsabilità nella Chiesa, perché insieme si mettano in ascolto dello Spirito Santo e – a Lui docili – ascoltino il grido dei tanti piccoli che chiedono sia fatta giustizia.

Il Papa non chiede che il summit giunga a “semplici e scontate condanne“, perché il Popolo di Dio non si attende questo, ma chiede “misure concrete ed efficaci da predisporre”, perché , ha ribadito Papa Bergoglio,Ci vuole concretezza“. Per giungere a questo, è necessario discutere e parlare insieme, in modo sinodale, sincero e approfondito, “su come affrontare questo male che affligge la Chiesa e l’umanità“. È questo un incontro, ha detto il Papa, carico di responsabilità pastorale ed ecclesiale!

È importante, ha sottolineato nuovamente Papa Francesco, lavorare con uno spirito di collegialità. Non sarà un percorso facile e, per questo, ha ricordato che è necessario essere “armati della fede e dello spirito di massima parresia, di coraggio e concretezza”. Il Pontefice ha poi citato il sussidio che sarebbe stato di lì a poco consegnato per i lavori, contenente le linee guida e i criteri formulati dalle Commissioni e dalle Conferenze Episcopali.

Sono seguiti poi i ringraziamenti alla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, alla Congregazione per la Dottrina della Fede, e ai membri del Comitato organizzativo per il modo eccellente con cui hanno preparato l’incontro. Le parole conclusive del Papa sono state rivolte a Maria, perché aiuti “a trasformare questo male in un’opportunità di consapevolezza e di purificazione“. La Vergine Maria può illuminare coloro che cercano di curare le ferite, anche molto gravi, causate dallo scandalo della pedofilia.

Prima del saluto molto breve di Papa Francesco, padre Federico Lombardi, coordinatore del summit, aveva dato inizio all’incontro con una preghiera introduttiva. Dopo il discorso del Papa, è stato proiettato un audio-video con alcune testimonianze delle vittime. Sono seguite le relazioni del cardinale Luis Antonio Tagle, e di mons. Charles Scicluna, sfociate nei lavori di gruppo.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Solo a sentir parlare di pedofilia nella Chiesa, vien da abbassare il capo, perché come sempre avviene, il male di uno o di pochi macchia l'intero gruppo, come se l'intero gruppo avesse commesso la colpa. Lo stesso vale per la santità. Il bene compiuto da uno o da alcuni diventa il bene di tutti. Un po' come succede in una famiglia, se un membro si comporta bene o male tutta la famiglia ne rimane coinvolta. Mi piace la volontà di chiarezza e concretezza del Papa.

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