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Torino

Panico in Piazza San Carlo, spunta l’ipotesi di una bravata

La procura di Torino apre una inchiesta per procurato allarme. Fermati due ragazzi che avrebbero ammesso la bravata, che ha causato 1527 feriti tra cui il piccolo Kevin ancora in coma farmacologico

Cronaca
Pubblicato il 4 giugno 2017, alle ore 23:46

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Panico in Piazza San Carlo, spunta l’ipotesi di una bravata

Il giorno dopo i fatti accaduti in Piazza San Carlo a Torino, durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, si fa il bilancio dei feriti, che secondo i dati ufficiali sarebbero 1527. Tra questi il più grave è il piccolo Kevin, 7 anni, figlio di un cittadino cinese che lavora in un ristorante del capoluogo piemontese.

Il piccolo, che era in Piazza con sorella Angela, ha riportato un trauma cranico e un trauma toracico e resterà ancora per qualche ora in coma farmacologico prima di poter sciogliere la prognosi, che resta riservata.

Nel frattempo le indagini sembrano ad una svolta, dopo aver visionato sia i diversi filmati disponibili sui social che le immagini delle varie TV presenti all’evento. In particolare la Digos ha rintracciato due ragazzi che potrebbero essere gli autori della bravata, che ha dato vita al fuggi fuggi generale.

Dopo il terzo gol del Real Madrid, in un video si vede un ragazzo a petto nudo con un zaino, che gesticola con le braccia creando il vuoto attorno a se. L’immagine sembra evocare quella tipica dei kamikaze, non si conosce al momento se oltre ai gesti, il ragazzo abbia urlato qualcosa. Appena scoppiato il panico, il ragazzo viene avvicinato da una ragazza che lo abbraccia, cercando forse di rassicurare i presenti, ma quando ormai la psicosi attentato aveva dato il via alla fuga di massa. I due sentiti in Questura sembra abbiano ammesso la bravata.

Le indagini della Procura, che ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di procurato allarme, dovrà far luce anche sull’organizzazione dell’evento ed in particolare sull’inefficienza delle vie di fuga e sulla presenza di diversi cocci di vetri, nonostante la vendita in bottiglia fosse vietata.

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Cosa ne pensa l’autore
Costantino Ferrulli

Costantino Ferrulli - Doveva essere una festa ma per una bravata di due ragazzi, c’è un bambino che lotta contro la morte e oltre 1500 persone che sono rimaste feriti. In un periodo in cui l’incubo di attentati ci segue ogni giorno, certe goliardate andrebbero evitate. Speriamo che il piccolo Kevin possa riprendersi e che quanto successo faccia riflettere sia chi organizza questi eventi che chi non ha nulla di meglio da fare, che scherzare sul terrorismo.

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