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Padova: le suore elisabettine compiono 70 anni a Villa Immacolata

Domenica 23 giugno, Villa Immacolata a Torreglia (Padova) dedica un intero pomeriggio per festeggiare la presenza delle suore elisabettine nella casa di spiritualità.

Cronaca
Pubblicato il 23 giugno 2019, alle ore 15:04

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Padova: le suore elisabettine compiono 70 anni a Villa Immacolata

Arrivate il 18 giugno del 1949, nel giorno in cui la chiesa padovana celebra in modo solenne san Gregorio Barbarigo, suo vescovo negli anni del rinnovamento, le suore francescane elisabettine (di recente premiate per il loro impegno verso i deboli) si stabilirono a Torreglia (Padova) presso Villa Cedri, una vecchia casa padronale ora non più abitata, ma ancora presente nel parco di Villa Immacolata.

Le suore arrivarono qualche mese prima che Villa Immacolata diventasse operativa: la casa di spiritualità fu aperta nel 1950, e ne prepararono il clima accogliente e di preghiera.

A servizio con cuore di ‘madre’

Sono passati 70 anni e ancor oggi, all’interno della stessa Casa di spiritualità e non più a Villa Cedri, una comunità di suore terziarie francescane elisabettine di Padova presta servizio di accoglienza, preghiera e servizio liturgico sempre con costante dedizione al Centro di spiritualità diocesana amato e frequentato da singoli e da gruppi. Attualmente, ci sono 3 suore, ma i registri contano 61 religiose passate per Villa Immacolata dal 1949 ad oggi. 

Oggi 23 giugno, solennità del Corpus Domini, la comunità di Villa Immacolata, che va oltre i confini della struttura e raccoglie la comunità più ampia della Diocesi, festeggia l’anniversario preparato da mesi. Celebra l’Eucaristia mons. Giuliano Zatti, vicario generale, alle ore 16.00. Subito dopo la Santa Messa, segue la processione eucaristica. Al termine del momento di preghiera è previsto un incontro durante il quale verrà presentato un opuscolo che narra la storia di una presenza attraverso racconti, testimonianze e immagini. A conclusione del pomeriggio, ci sarà un momento di convivialità.

Don Federico Giacomin, il direttore di Villa Immacolata che quotidianamente vede le religiose muoversi per il Centro di spiritualità, ripensando anche a quante sono passate per la casa in 70 anni afferma: “Quando penso a loro, penso alla Madre. Le sento ‘madri’, perché la loro preghiera tonifica questa casa, perché dall’orazione nasce il loro ministero attento. Le avverto come ‘madre’ per questa casa”.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Negli anni in cui lavoravo in parrocchia come giovane animatrice, frequentavo Villa Immacolata ogni anno per gli esercizi spirituali di due giorni, i famosi weekend dello spirito. Il ricordo riesce ad arrivare anche al tempo in cui le suore abitavano Villa Cedri. La loro presenza era sempre silenziosa e discreta, mai invasiva, sempre attenta ad ogni necessità. Grazie a questo clima "familiare" e allo stesso tempo di riflessione, molti giovani hanno potuto maturare scelte importanti per la vita, com'è successo a me.

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