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Ostia, flop di Anpi e centri sociali tra gli insulti dei residenti

È andata in scena ieri alle 17.30 la manifestazione organizzata contro le famiglie italiane in emergenza abitativa di Area 121 ad Ostia (Roma): meno di 130 partecipanti per un flop senza precedenti.

Cronaca
Pubblicato il 28 maggio 2020, alle ore 01:45

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Ostia, flop di Anpi e centri sociali tra gli insulti dei residenti

Alle 17:30 del 27 Maggio, Ostia ha visto due manifestazioni: centri sociali, Anpi, PD e collettivi di estrema sinistra da una parte, CasaPound e residenti con le famiglie di Area 121 dall’altra. Numeri impietosi quelli riguardanti la manifestazione di estrema sinistra.

Chi si aspettava un bagno di folla, viste le numerose sigle che hanno rivendicato la manifestazione, è rimasto totalmente deluso. Meno di 130 partecipanti (numeri confermati dalla questura di Roma) per un flop in piena regola che lascia capire come, questa volta, nonostante tanti i proclami, i residenti di Ostia non abbiano appoggiato la manifestazione.

Nel primo pomeriggio bastava guardare le pagine social locali per capire che aria avrebbe tirato all’angolo tra Via delle Baleniere e Via delle Antille. Commercianti, residenti, anziani, tutti contro la manifestazione rossa. “Avete fatto blindare Ostia per povere famiglie italiane senza casa“, “Ci avete fatto chiudere il negozio in piena crisi“, sono solo alcuni degli insulti rivolti all’estrema sinistra. 

Ostia era stata blindata dalle prime luci dell’alba, Via delle Baleniere, storica via dello shopping lidense, chiusa al traffico, sosta vietata, cassonetti dei rifiuti tolti per motivi di ordine pubblico, residenti barricati in casa.

Circa 300 persone si sono ritrovate dentro e fuori i cancelli di Area 121. Musica e giochi per bambini all’interno dell’occupazione portata avanti dalle famiglie italiane di Ostia in emergenza abitativa e tanti residenti presenti al presidio.

Un presidio portato avanti con grande serenità, fino al momento in cui ci sono stati attimi di tensione e contatto con le forze dell’ordine, quando il consigliere di CasaPound, Luca Marsella, ha tentato di portare le famiglie davanti al presidio antagonista. “Ho provato a portare le famiglie italiane in difficoltà dai 40 straccioni che hanno fatto blindare Ostia per una manifestazione ridicola. Volevo che guardassero negli occhi padri, madri e bambini che vogliono buttare in mezzo alla strada. Purtroppo le forze dell’ordine, che hanno autorizzato la manifestazione antifascista, ci hanno fermato. Ma ci sarà occasione, sciacalli.” 

Non bastasse il comunicato di ieri, eliminato poi dopo le lamentele dei cittadini, ieri mattina su diversi gruppi Facebook alcuni appartenenti ad Ostia Antifascista avevano rincarato la dose, continuando sulla linea per la quale l’occupazione non poteva andare avanti, visto l’aiuto di CasaPound, e che poco importava loro che fine avessero fatto donne e bambini di Area 121. Un continuo botta e risposta che aveva sempre la stessa domanda dei residenti: “Perché non pensate all’ex colonia Vittorio Emanuele?“.

Nessuna risposta a questa domanda. Adesso inizia ad essere legittimo pensare che nelle prossime settimane questo presidio flop si possa rivelare un vero autogol per i centri sociali, visto che i cittadini di Ostia sembrano sempre più convinti nel richiedere a gran voce lo sgombero di una struttura che negli anni ha visto arresti, spaccio di droga, e diversi reati compiuti dagli occupanti.

A raccogliere la loro protesta è pronta CasaPound, che attraverso il consigliere Luca Marsella nelle prossime settimane darà battaglia nel parlamentino lidense. La sinistra e il M5S locale sono avvisati.

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Cosa ne pensa l’autore
Vittoria Pitrelli

Vittoria Pitrelli - Chiudere la via principale di Ostia per una manifestazione di una sparuta minoranza è stato un errore di chi ha autorizzato tale presidio. Non entrando nel merito dell'idee dell'estrema sinistra, oggi manifestare in questo modo ha scatenato un profondo dissenso tra i residenti. Forse davvero l'estrema sinistra ad Ostia inizia ad essere abbandonata dai cittadini.

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