Maria Rita Parsi, nata a Roma il 5 agosto 1947, è stata una delle voci più autorevoli in Italia nel campo della tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. Psicologa, psicoterapeuta e psicopedagogista, ha saputo coniugare attività clinica, ricerca scientifica e impegno sociale, diventando un punto di riferimento per professionisti e famiglie. Tra i suoi contributi più innovativi si annovera la psicoanimazione, un approccio che ha reso possibile la crescita emotiva e sociale dei minori in contesti educativi e terapeutici. La fondazione della Scuola Italiana di Psicoanimazione (Sipa) e della Fondazione Movimento Bambino Onlus ha segnato una tappa importante nella promozione di pratiche dedicate alla protezione e allo sviluppo dei più giovani, contribuendo in modo concreto alla prevenzione di abusi e maltrattamenti.
La notizia della sua morte improvvisa, avvenuta il 2 febbraio 2026 all’età di 78 anni a causa di un malore, ha scosso profondamente il mondo scientifico e il pubblico. Eleonora Daniele, durante la diretta di Storie Italiane, ha sottolineato che Parsi non era malata e che la scomparsa è stata del tutto inattesa: «Era una di famiglia, dava gioia, ci mancherà tanto». La conferma della scomparsa è giunta anche da Federica Panicucci a Mattino5.
Solo pochi giorni prima, Parsi era apparsa in televisione, partecipando a trasmissioni Rai e Mediaset, a testimonianza del suo instancabile impegno nella sensibilizzazione e nell’informazione sui diritti dei minori. Negli ultimi mesi, Maria Rita Parsi era stata ospite di Storie al bivio, condotto da Monica Setta, dove ha commentato casi di cronaca rilevanti come il femminicidio di Federica Torzullo a Anguillara Sabazia. La sua partecipazione ai talk televisivi dimostra come la sua azione non si limitasse agli ambiti scientifici, ma includesse anche la divulgazione per un pubblico più ampio, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza e prevenzione.
Il percorso istituzionale di Parsi è stato altrettanto significativo. Dal 2021 ha fatto parte del gruppo di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la Child Guarantee, programma europeo contro povertà ed esclusione sociale dei bambini. Dal 2020 era membro esperto dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, contribuendo a formulare politiche concrete a tutela dei minori. A livello internazionale, nel 2012 è stata eletta al Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo a Ginevra, vigilando sull’applicazione della Convenzione internazionale da parte degli Stati membri. In Italia, ha collaborato con il Tribunale civile di Roma, la Commissione parlamentare per l’infanzia e con organismi per la regolamentazione di contenuti televisivi e pubblicitari destinati ai più giovani.
L’eredità professionale di Maria Rita Parsi è vasta e duratura. Autrice di oltre cento pubblicazioni, ha firmato testi che spaziano dalla psicologia alla narrativa e alla divulgazione scientifica, tra cui Animazione in borgata, Le mani sui bambini, S.O.S. Pedofilia e Maladolescenza. Quello che i figli non dicono. Il suo lavoro le è valso numerosi riconoscimenti, tra cui il Cavaliere al merito della Repubblica, il Premio Nazionale Paolo Borsellino, il Premio Hemingway e l’Eccellenza Donna. Parsi lascia un’eredità indelebile, fatta di competenza, sensibilità e dedizione, che continuerà a ispirare chiunque si occupi della protezione e del benessere dei bambini e degli adolescenti.