Lotta all’Isis: anche la Nuova Zelanda addestrerà gli iracheni

Anche la Nuova Zelanda si unirà alla lotta all'Isis. Secondo quanto annunciato dal premieri John Key, è già pronto un contingente di 143 istruttori, che verrà inviato ad addestrare l'esercito iracheno per la guerra ai terroristi

Lotta all’Isis: anche la Nuova Zelanda addestrerà gli iracheni

Si allarga la schiera di Paesi che stanno fornendo attivamente il proprio contributo per combattere le schiere dei fondamentalisti dello Stato Islamico, oramai divenuti una vera e propria minaccia a livello globale. La Nuova Zelanda ha infatti annunciato che metterà a disposizione dell’Iraq 143 istruttori militari altamente specializzati, allo scopo di addestrare le milizie irachene nella lotta all’Isis. Ad annunciare la notizia dell’impegno neozelandese è stato il Premier John Key, il quale ha annunciato di fronte ai microfoni: “Non possiamo, e non dobbiamo, combattere le battaglie dell’Iraq per suo conto, ma i nostri militari possono svolgere un ruolo nel permettere agli iracheni di combattere l’Isis da soli”.

Niente intervento diretto insomma, ma un provvidenziale aiuto all’esercito iracheno oggi tenuto sotto scacco dai continui attacchi delle milizie dell’Isis, che solo settimana scorsa aveva bruciato 45 persone nel villaggio di al-Baghdadi, cingendo parallelamente d’assedio un complesso all’interno del quale vivevano centinaia di familiari delle forze di sicurezza irachene. Una situazione disperata, che ha spinto anche la Nuova Zelanda ad intervenire, per far sentire la propria presenza nella lotta all’Isis ed al terrorismo internazionale. La missione dei 140 istruttori mandati da Key avrà una durata di nove mesi, e potrà essere eventualmente prolungata fino ad un periodo complessivo di due anni.

Sede delle operazioni sarà la base di Taji, dove i militari neozelandesi si troveranno a lavorare fianco a fianco con i “cugini” australiani. L’operazione ha già preso il nome di “Behind the Wire” (letteralmente “dietro il filo”), e sebbene sia finalizzata unicamente ad insegnare nuovi metodi di guerriglia ai militari locali, ed ampliare la gamma di soluzioni tattiche e strategiche a disposizione dell’esercito iracheno, senza pertanto prevedere il coinvolgimento attivo dei soldati neozelandesi nel conflitto, cionondimeno una buona fetta del Paese si è dichiarata contraria all’intervento. Secondo i sondaggi infatti, il 42% della popolazione della Nuova Zelanda si è detta contraria alla missione, mentre i favorevoli all’intervento attivo contro l’Isis sarebbero circa il 48% degli intervistati totali. Il restante 10% non ha saputo prendere una posizione.

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