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"L’ora legale fa male alla salute", ma il Parlamento Europeo boccia la proposta di abolirla

Uno schieramento trasversale ha chiesto la revisione della direttiva comunitaria che impone di spostare avanti le lancette da aprile a ottobre. Il Parlamento europeo ha respinto la proposta chiedendo "una valutazione approfondita"

Cronaca
Pubblicato il 8 febbraio 2018, alle ore 18:26

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"L’ora legale fa male alla salute", ma il Parlamento Europeo boccia la proposta di abolirla

L’ora legale è finita sul banco degli imputati in nome di uno stile di vita più salutare e legato ai ritmi della natura. Tuttavia, il Parlamento europeo di Strasburgo ha ribadito la sua inamovibilità su questo tema. La richiesta di alcuni eurodeputati di avviare una “valutazione approfondita” della direttiva comunitaria sull’ora legale è stata votata questa mattina. L’ora legale sarebbe colpevole di farci vivere metà anno secondo ritmi che non sarebbero rispettosi di quelli circadiani.

Non è quindi passata la richiesta di proporre l’abolizione del cambiamento semestrale, ma si è deciso di studiare in maniera più approfondita la questione, e, “eventualmente proporre una modifica” della direttiva Ue del 2000, che regola l’alternanza tra ora legale e solare per tutti i paesi dell’Unione.

La proposta di abolire l’ora legale è stata bocciata da Strasburgo

A proporre una revisione della norma è stata una variegata coalizione di eurodeputati, quasi tutti appartenenti agli stati del Nord, Centro ed Est Europa, che avrebbero voluto di fatto abolire il cambio delle lancette. “Turbare due volte all’anno l’orologio interno degli individui porta danni alla salute – ha dichiarato l’eurodeputata verde finlandese Heidi Hautala – la nostra richiesta è basata su decine di studi”.

La comunità scientifica, ad onore del vero, non ha formulato condanne decise su questa tradizione. Lo spostamento in avanti delle lancette in origine è stato adottato per favorire il risparmio energetico e in tempi di crisi, come per esempio nel corso della Seconda guerra mondiale o dello shock petrolifero degli anni Settanta, è stato prolungato ben oltre il mese di ottobre.

Decisamente favorevoli al mantenimento dell’ora legale anche gli operatori del settore turistico, per i quali più luce al pomeriggio significa più tempo per escursioni e visite all’aperto. È accertato, però, che il nostro fisico impiega circa una settimana ad assestarsi dopo il jet lag causato dal cambio di orario. Il mutamento del ciclo sonno-veglia potrebbe essere alla base di insonnia, ansia e  nervosismo, con conseguente maggiore stanchezza, minore concentrazione fino ad arrivare in alcuni soggetti sensibili addirittura a problemi cardiaci.

Alcuni ricercatori affermano al contrario che i benefici derivanti dall’avere un’ora di luce solare in più ogni giorno superano di gran lunga le controindicazioni. La luce solare ha effetti positivi sull’umore e soprattutto sulla capacità dell’organismo di produrre la vitamina D, fondamentale per il sistema immunitario.

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Cosa ne pensa l’autore
Luca Santini

Luca Santini - La decisione adottata dal Parlamento Europeo di Strasburgo appare decisamente improntata al buon senso ed alla razionalità. Occorre infatti avere delle informazioni molto dettagliate e precise prima di prendere una decisione di questa portata. Come si è visto infatti, la comunità scientifica è ancora divisa su questo ambito e le ripercussioni sulla salute non sono ancora accertate con precisione.

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