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Venezia

Incidente Jesolo, si scatta un selfie con l’epigrafe di una delle vittime: costretto a lasciare il paese per le minacce

Si scatta un selfie con l'epigrafe di uno dei giovanissimi ragazzi morti nell'incidente stradale a Jesolo: l'uomo è ora costretto a lasciare il paese per le minacce ricevute. Ecco le spiegazioni al suo gesto.

Cronaca
Pubblicato il 22 luglio 2019, alle ore 08:47

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Incidente Jesolo, si scatta un selfie con l’epigrafe di una delle vittime: costretto a lasciare il paese per le minacce

Leonardo Girardi, Eleonora Frasson, Riccardo Laugeni e Giovanni Mattiuzzo, questi sono i nomi dei quattro giovani ragazzi tutti di età compresa tra i 22 e i 23 anni che, nella serata di sabato 13 luglio, hanno perso la vita a Jesolo, in un incidente stradale.

I quattro amici erano tutti residenti a Musile di Piave, in provincia di Venezia, dove si sono celebrati i funerali nei giorni scorsi. L’unica sopravvissuta è Giorgia Diral, anche lei di soli 22 anni, grazie alla cui testimonianza è stato possibile ricostruire le dinamiche di quanto accaduto ed incastrare così un 26enne romeno accusato di aver causato l’incidente mortale.

Mentre la provincia di Venezia è ancora sotto choc, una nuova notizia legata a questa tragedia sta facendo parlare molto in questi giorni. Un uomo di 33 anni ha pubblicato una foto sul profilo Facebook, in cui viene ritratto sorridente vicino all’epigrafe di una delle vittime dell’incidente di Jesolo, Giovanni Mattiuzzo. Dopo essere stato aggredito e minacciato per lo scatto, per la prima volta il 33enne parla di quanto fatto e delle motivazioni che lo hanno spinto a pubblicare uno scatto del genere.

Costretto a lasciare il paese

Una figuraccia, così la definisce il 33enne che ha ammesso di aver fatto un gesto stupido e di essersi anche scusato eliminando la fotografia resa pubblica. L’uomo, padre di famiglia e titolare di un bar, ha raccontato che a rendere pubblico lo scatto è stato un amico. La fotografia, fatta con leggerezza, voleva significare il suo essere “stanco morto” dopo la giornata lavorativa, e non ha pensato alle conseguenze a cui sarebbe andato incontro rendendo pubblico sui social quella sua “ironia”.

Quando hanno iniziato ad arrivare sul suo cellulare numerose chiamate da parte degli amici che lo avvertivano di chi fosse il giovane nell’epigrafe, il 33enne ha raccontato di aver subito eliminato la foto e di essersi scusato pubblicamente per quanto fatto. Il web però, non perdona, e molti utenti hanno salvato la sua foto per poi ripubblicarla nei giorni seguenti, riaccendendo quello che – secondo il 33enne – si era già spento. 

L’uomo in questi giorni chiuderà la sua attività dopo essere stato minacciato di morte e, dopo aver già mandato lontano dal paese la moglie con il figlio, se ne andrà anche lui temendo per la propria vita.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Consapevoli del fatto che il gesto compiuto è stato disumano ed irrispettoso, non è neanche giusto minacciare di morte o aggredire fisicamente o verbalmente le persone, tanto da obbligarle a lasciare il paese e rovinare così la vita anche alla moglie e al figlio che non hanno nessuna colpa. Non possiamo rispondere alla stupidità e all'odio con altrettanta stupidità e odio.

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