Il blogger Mario Barbato: "La Procura di Roma temeva una fuga di notizie. La verità su Orlandi è semplice"

Il blogger, indagato per favoreggiamento nel caso della sparizione della cittadina del Vaticano, ha dichiarato allo Stato delle Cose i presunto motivo della perquisizione subita

Il blogger Mario Barbato: "La Procura di Roma temeva una fuga di notizie. La verità su Orlandi è semplice"

Il blogger Mario Barbato, intervistato dal programma di Massimo Giletti, Lo Stato delle Cose, ha riferito dettagli inquietanti sulla perquisizione avvenuta a casa sua. Secondo il blogger, la procura di Roma temeva una “fuga di notizie” da parte del blogger che potesse ostacolare le indagini sottoposte al segreto investigativo.Il fatto, come si sa, è successo a maggio dello scorso anno, quando i carabinieri dell’antimafia si sono recati a casa sua con un mandato di perquisizione.

L’uomo ha rivelato di non conoscere il nome della presunta testimone oculare la quale gli aveva inviato un messaggio sostenendo che Emanuela Orlandi fosse gravida e fatta sparire per nascondere uno scandalo che poteva riguardare qualche personalità in vista in Parlamento, luogo dove lavoravano gli Orlandi e i Meneguzzi e nella cui piazza furono fatti ritrovare le fotocopie dei documenti della cittadina dello Stato vaticano.Mario Barbato, durante il programma, ha sostenuto di aver interpretato le parole del pm Domenico Sica che parlò di una “storiaccia intima” tra Emanuela e un adulto come di una ipotetica relazione clandestina finita con una gravidanza scomoda.

Il blogger che da tre anni stava studiando il caso Orlandi, secondo quanto affermato anche dal suo avvocato, Luigi Tozzi, potrebbe aver toccato un nervo scoperto, un tasto dolente che, probabilmente, era già al vaglio della magistratura romana. Questo avrebbe fatto scattare tempestivamente il sequestro del suo pc nel tentativo di risalire alla misteriosa fonte che avrebbe parlato della presunta gravidanza di Emanuela.

Il blitz subito da Barbato ha seguito un copione strano, perché di solito una persona viene prima convocata come persona informata dei fatti e solo in seguito, se rifiuta di fornire informazioni importanti, viene iscritta nel registro degli indagati. E invece l’improvviso blitz subito dal blogger, lascia immaginare che l’uomo poteva essere in possesso di notizie cruciali sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.

La vicenda di Emanuela Orlandi resta uno dei cold case più enigmatici della storia italiana. La ragazza aveva quindici anni quando scomparve mentre tornava a casa dopo una lezione di musica a Roma. Nel corso degli anni sono state avanzate innumerevoli ipotesi: terrorismo internazionale, criminalità organizzata o comune, scandali legati alla pedofilia, piste che chiamavano in causa i servizi segreti di vari Stati. Ma nessuna di queste ipotesi investigative ha condotto a nulla. Che la verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi sia molto più semplice di quanto narrato? 

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